Una stella chiamata Valentina

Una stella di nome Valentina

“Alla mia carissima amica Ina che ha camminato sui rovi pur di raggiungere una postazione da cui poter ricominciare a vedere bene la realtà che la circonda e che, sono certa, continuerà ad andare avanti in mia compagnia, fin quando lo vorrà. Grazie per essere stata così brava! Baci a migliaia, Luciana”

Torino Buongiorno, sono la mamma di Valentina. In questa notte di 9 anni fa, proprio in occasione delle stelle cadenti, mia figlia è diventata lei stessa una stella…era ad Ibiza proprio ad “osservar le stelle” e mentre ritornava a casa, seduta sul sellino posteriore di una moto guidata da un suo amico, per causa di un’auto che ha tagliato loro la strada, è volata per 20 metri e il casco non le è servito a salvarsi la vita. Ormai non ho più lacrime: il dolore, anzichè attenuarsi, aumenta di intensità col passare degli anni, con la consapevolezza che per lei non c’è davvero più alcun futuro e che i suoi amici sono diventati uomini e donne di quasi 30 anni e lei sarà sempre ricordata come la ragazzina di 19 anni dal sorriso dolce e dai tanti progetti come tutti i ragazzi della sua età (stava studiando architettura ed era a posto con gli esami!). Per il nono anno affronto la notte di S.Lorenzo con strazio e dolore laceranti che non saranno mai placati, neppure dall’amore delle mie altre due figlie. Scusatemi bambine mie, ma fa troppo male…ciao Valentina! La tua mamma.

Con questo messaggio, lasciato sulla pagina degli ospiti del sito dell’associazione, Ina si presenta, in una calda notte d’estate. Lei stava annunciando al mondo, perché ne aveva bisogno, la sua disperazione che proprio in quella notte era diventata più insostenibile del solito. Dopo averlo letto attentamente ho pensato che le avrei risposto subito come sempre faccio quando qualcuno mi scrive. Ho subito chiesto aiuto a Gianluca Di Fazio, il mio prezioso collaboratore che cura il sito in tutte le sue parti, con competenza massima, affidabilità e disponibilità assoluta. Lui nel giro di un attimo mi ha fornito l’indirizzo mail e così mi sono messa in contatto con lei. Abbiamo dato inizio ad una lunga serie di mail, come faccio di solito quando mi trovo ad aiutare qualcuno che abita lontano e che non può frequentare i gruppi di genitori che si riuniscono periodicamente qui, nella sede dell’associazione. Lei da subito mi è sembrata molto contenta di poter scambiare con me i suoi pensieri ma, essendo una donna che aveva fatto della razionalità il suo scudo per proteggere i suoi sentimenti più profondi, abbiamo fatto anche tanta fatica a trovare il nostro “contatto” quello vero, profondo, insomma quello che avvicina due anime. A volte ha smesso di scrivermi per lunghi periodi, proprio perché si stava rendendo conto che la portavo su un terreno dove a farla da padrona sono i sentimenti e non la razionalità. Ma lei è una persona troppo in gamba e non si è lasciata sfuggire questo contatto di cui in seguito mi ha più volte ringraziata.. Ho pensato di riportare le mail più significative che hanno segnato le tappe più importanti della sua elaborazione del lutto e che pian piano la stanno restituendo alla vita.

Ina alle prese con i sensi di colpa

Come tutti i genitori che perdono un figlio anche Ina si trova a dover fare i conti con i sensi di colpa, “questi fantasmi” che si presentano indisturbati e a frotte per insediarsi dell’anima di questi genitori, con la pretesa e l’arroganza di non dover più traslocare e infatti:

Ciao Luciana, non ce la faccio proprio ad andare avanti così, senza la mia adorata Valentina. Ogni volta la mente mi si riaffolla fino alla disperazione e vengo assalita dai ricordi, da quei ricordi, di quella notte di agosto quando, sotto il cielo della lontana Ibiza, mentre le stelle cadevano a grappoli riempiendo di speranze i cuori di tanti ragazzi che stavano ad ammirarle, le mie orecchie vengono mortalmente ferite da quel rumore terribile dell’impatto della moto contro un auto che faceva un’inversione criminale. E io non c’ero. Poi è sceso il buio nella mia vita. Sono certa di non essere stata una buona madre perché tutti i miei progetti di famiglia si sono sgretolati dopo la separazione da mio marito e nella gestione delle mie figlie ho commesso tanti errori! Mi sento in colpa, sai? Sto tanto tanto male, perché avrei voluto garantire loro il meglio della vita, invece…. Ora ti lascio cara e paziente Luciana, vado ad ascoltare la musica che piaceva tanto a Valentina e me la coccolo stanotte, perché questa notte la dedico a lei, ormai da anni, un abbraccio, Ina”

E ancora, un po’ di tempo dopo:

Scusa Luciana ho ancora bisogno di mantenere un contatto con te. Sono disperata: ho letto e riletto lettere e biglietti che Valentina mi scriveva, con dolcissime parole rivolte a me e di grande sostegno per il nostro vissuto, in seguito all’allontanamento di suo padre, ma tra le righe si percepisce tutta la sua disperazione, la rabbia e allo stesso tempo il peso e la responsabilità che sentiva sulle sue spalle per il suo ruolo di figlia maggiore, anche se espressi con tenerezza e dolcezza. Il suo desiderio di potere andare via al più presto a vivere da sola. E infatti scrive: ecco perché sono fuggita di casa tre volte e ho provato a cercare la mia dimensione a Barcellona. Questo accadeva l’anno prima della sua morte,quando è stata per tre mesi a Barcellona senza darmi indirizzo e io sono corsa a cercarla per settimane, battendo tutta la città finchè l’ho ripescata! Era quello che voleva da me, desiderava essere cercata e ritrovata. Lei voleva indietro la sua adolescenza serena e io non gliel’ho garantita. Lei aveva bisogno della sua famiglia felice. Come faccio a continuare a vivere e guardarmi allo specchio? Aiutami, ho bisogno di stringere Valentina tra le braccia e consolarla. Vorrei che tutto tornasse al ‘95. Devo disperatamente chiedere scusa a Valentina! E così vengo assalita dai sensi di colpa, come posso tornare in me?. Come si fa a questo punto della corsa a fermare il treno impazzito? Buonanotte. Ti voglio bene” Ina”

“ Ciao Ina, il tuo cuore è in tempesta e non riesci a placarti. I ricordi, immersi nella bufera, sono i nostri peggiori nemici. Il passato è andato, per sempre, non si ripresenterà più e noi ci ostiniamo a voler riavvolgere il filmino. Non si può fare. Guardati oggi, così come sei e ricomincia da qui. La vita è come una continua partita a carte, ogni volta le cose cambiano, qualcuno le scombina e sul tavolo vediamo le situazioni cambiare da un momento all’altro. Io non so giocare, non me ne intendo nemmeno un pò ma il meccanismo l’ho capito: il buon giocatore è quello che sa fare i conti con le carte che ha in quel preciso momento, senza pensare a quelle che aveva il giro precedente, le guarda e riflette su come può adoperarle al meglio. Poi si vedrà, magari verranno dei momenti in cui il giro è più ricco, le carte più fortunate ma non deve mai abbassare la guardia in attesa che tutto cambierà al meglio, perchè è lui e sempre lui l’artefice del suo gioco. Con questo ti voglio dire: fermo restando la culla che hai preparato nel tuo cuore per Valentina con la quale intrattieni un dialogo costante e amichevole, materno e caloroso, non potresti sforzarti di cancellare quel mare di risentimento che nutri nei confronti delle persone che ti circondano, compreso tuo marito che è pur sempre il padre dei tuoi figli e sul quale non ho sentito mai una parola di apprezzamento? Dopotutto le tue figlie lo vogliono, a modo loro tutti quelli che ti circondano, compreso tuo marito e tuoi genitori, fanno quel che possono. La rabbia in questo momento ti fa vedere tutto distorto, ma questo sentimento rappresenta una tappa molto importante lungo il cammino dell’elaborazione del lutto. Tu ci sei arrivata, per fortuna e ora ci devi fare i conti. Non cercare di occultarla, dì a te stessa anche a voce alta che sì sei molto arrabbiata che Valentina non c’è più, che distruggeresti il mondo intero, e che a volte vuoi per forza cercare un colpevole e magari te la prendi con i tuoi genitori, il tuo ex compagno, ecc, ma Valentina non se ne è andata per colpa di nessuno, è successo e basta.. baci Luciana.”

Un intervallo ricco di sorprese

Ina non si fa sentire per un lungo periodo ma io, avendo cominciato a conoscerla bene, sono sicura che sta trascorrendo un periodo in cui si stanno muovendo tante cose dentro di lei, che lei ovviamente sulle prime non riconosce ma che io so leggere bene e di questo sono molto felice. Finalmente il bunker dentro il quale si era rifugiata per non soccombere cede da qualche lato, si aprono delle crepe e la luce di una nuova vita comincia a far capolino.

Ina si guarda intorno e comincia ad aprirsi agli altri

“Ciao Luciana, ho lasciato passare troppo tempo dall’ultima mail che ti ho scritto. In questo periodo sono solo regredita:tutto è peggiorato:il mio umore, il mio rapporto con i miei, con gli altri Ho l’impressione che ogni cosa che faccio in questi ultimi tempi mi si sgretoli tra le mani e che tutto il resto del mondo abbia sempre più opportunità di me o, più “ banalmente,” più fortuna di me! Anche nelle tragedie! Ti scrivo non solo perchè mi hai teso una mano per un lungo periodo, con pazienza e dedizione ma perché in qualche modo ho bisogno che qualcuno mi dia una scrollata, in questo periodo in cui non riesco più a trovare la matassa, altro che bandolo! Penso però che nonostante tutto ciò che ti sto dicendo io incomincio a riappropriarmi della mia vita e questo lo noto anche dal fatto che mi è tornata la voglia di scriverti e forse chissà sto uscendo dal torpore che mi ha inchiodata per mesi . Ma perché si regredisce? Perché quando si pensa di essere sul punto di farcela e di intraprendere un cammino di salvezza si inciampa e si deve ricominciare? In questi giorni ho saputo che una mia vecchia amica che non abita nella mia stessa città ha perso una figlia. Io la vorrei tanto aiutare ma come fare? Vorrei andare a trovarla e parlarle dell’associazione, dei benefici che ho tratto scrivendoti e tenendoci in qualche modo in contatto, ma ho paura di fare solo la figura della”saputella” di quella cioè che crede di saperne di più dell’altra e non è questo che voglio fare, io vorrei davvero aiutarla. Come al solito chiedo aiuto. Baci Ina”

“Ciao Ina, cosa faresti se un bambino che tu conosci molto bene e di cui in un certo modo ti prendi cura ti dicesse che ha paura di fare una certa cosa o che è triste perchè gli manca qualcuno? Non certamente gli elencheresti una lista di cose che dovrebbe fare per superare la sua angoscia ma gli diresti: sai, quando avevo la tua età anch’io una volta mi sono sentita così, e provavo ecc ecc . Tu gli offri la tua vicinanza parlando di te, facendolo sentire che non è solo ma che c’è qualcuno che “ha provato” quindi lo può capire. Spesso per incoraggiare i genitori, troppo razionali, a scardinare questo impianto, dico loro che non importa se non hanno vissuto quella situazione nella realtà ma di provare a pensare che l’hanno vissuta e raccontare ai loro figli ciò che si prova. Così è con la tua amica, non devi parlare di me, ma di te, di come ti sei sentita, di ciò che hai provato, delle incomprensioni e delle difficoltà dei primi mesi, visto che è da poco che ha subito il lutto, insomma mettiti vicino a lei con il cuore e non con il cervello e il rischio di fare la “saputella” svanirà. Questo comportamento lo devi adottare sempre, non ci sono regole da seguire ma persone da amare per quelle che sono e vedrai che se imbocchi questa strada prima o poi tra le persone da amare ci troverai anche Ina. Oggi, quando vai dai tuoi, guardali con altri occhi, registra non ciò che dicono con la bocca ma scava nel loro cuore,a rintracciare un altro discorso, mettiti nei loro panni e fai finta di essere loro, di guardare con i loro occhi e non con i tuoi. Rintraccerai tanti punti di contatto con te, con i tuoi comportamenti che, se vai a fondo, forse somigliano ai loro più di quanto tu non immagini perchè siete genitori e figli , è naturale che sia così.. Fai in modo che questo incontro diventi piacevole, senza che ti violenti a voler recitar una parte, tanto se ne accorgerebbero tutti. Prova ad aprirti e non sprecare il tuo tempo a riflettere su ciò che ti è successo ma vai avanti, apriti alla vita in un altro modo, ricomincia ad amare chi a suo modo ti è vicino, sarebbe tutto più facile. Lo so che in questo momento stai pensando che non ho capito niente di te, che io non so cosa hai passato tu e che come mi permetto di darti una ricetta così semplice e all’apparenza ingenua. Prova e vedrai. Baci, Luciana.”

Momenti di smarrimento

E’ vero che Ina si sta guardando intorno e realizza che non esiste solo lei col suo dolore ma che c’è tutto un mondo che gira e ciò le provoca un senso di vertigine a cui lei dà voce in modo stupendo, come sempre. Ormai ha imparato a guardarsi dentro e a familiarizzare con i suoi sentimenti anche quelli molto dolorosi dai quali per anni si è tenuta lontana.

“Ciao Luciana, oggi mi sento particolarmente triste. Mi pervade un fastidioso senso di inadeguatezza che davvero non riesco a fronteggiare. Ho un nodo alla gola, mi sento malissimo e ho solo voglia di piangere Stamattina, andando al lavoro, mi girava la testa, mi sembrava che tutti sapessero perfettamente cosa fare e come fare, con estrema disinvoltura, mentre io no…avevo una stretta dolorosissima al cuore e la voglia di fuggire, di mollare tutto. .Ti prego, tu che mi stai sostenendo da tempo e alla quale ho affidato i pensieri più profondi dammi un suggerimento, dimmi una parola per non soccombere totalmente e trovare una strada, un viottolo almeno…perché sono forse figlia di un Dio minore io? Ti voglio bene, Ina”

“Cara Ina, finalmente ti accorgi anche degli altri! C’è un mondo intorno a te, che ha i suoi affanni e le sue pene oltre che alle gioie e ai momenti felici. Ognuno cerca la strada da percorrere e non è vero, come ti sembra,che tutti sappiano bene cosa fare e come fare. Ognuno di noi vive le sue incertezze e perplessità e tu, di fronte a loro, ti senti piccola e inadeguata. E’ un sentimento che ti porti dietro da sempre e che mortifica le tue tante risorse che stanno aspettando da tempo di essere utilizzate. Per ora ti sei limitata alla consapevolezza che anche gli altri esistono, adesso devi fare un altro passo avanti, buttatici dentro! Tu ne hai avuto sempre tanta voglia ma la paura ti ha sempre frenato. La paura di essere giudicata, ma tra poco ti accorgerai che sotto questo cielo siamo tutti uguali e che “gli altri” a volte si sentono inadeguati come te, e allora perché non tendere loro la mano? Quando mi chiedi cosa devi fare io ti rispondo “non lo so”perchè nessuno sa o deve sapere cosa deve fare l’altro, piano piano la risposta ti arriverà…da dentro di te. Bisogna saper aspettare. Bacissimi, Luciana”

Uno sguardo alle altre figlie, finalmente!

Ciao Luciana, Sabato mattina, dopo aver accompagnato mia figlia a scuola, prima di andare al cimitero sono passata dal fioraio sotto casa per ritirare il mazzo di fiori ordinato la sera prima ma mentre mi accingevo a prenderlo dal bancone, la commessa mi ha fatto notare che stavo prendendo quello destinato ad una ragazza che quel giorno si sarebbe laureata! Beh dire che sono stata presa dalla disperazione è poco: la mia povera Valentina non potrà mai discutere la tesi per la quale si stava tanto impegnando. Dunque come vedi ogni episodio è destinato ad essere letto da me in chiave personale e ogni cosa mi ferisce. Poi però la giornata ha preso una chiave diversa, l’ho trascorsa con piacere insieme alle altre due figlie che, ho realizzato per fortuna e finalmente, hanno un gran bisogno di me e anche loro hanno diritto a continuare a vivere e a darmi grandi soddisfazioni. Mi sono sentita per la prima volta molto a disagio per aver messo Valentina in cima ai miei pensieri e ad averla considerata più importante di loro: ad un tratto, mentre le guardavo ho avuto una grande commozione e mi sono messa nei loro panni perché dalla morte di Valentina si sono dovute necessariamente sempre misurare con una presenza così ingombrante: ma loro sono eccezionali e sono sicura che col loro aiuto e la loro pazienza ce la farò. Oggi alla luce di queste mie riflessioni non posso fare altro che ringraziarti! Sei davvero una persona speciale che il caso, il destino, il karma o chissà ha voluto mettere sul mio cammino. E’ straordinaria la vita, come riesca a tessere trame e orditi che fanno sì che le anime si incontrano e si allontanano come “ les iles flottantes”…è straordinario comunicare con te. Mi aiuti a far riaffiorare sensazioni e ricordi lontani che hanno segnato la mia vita, nel bene e nel male e che io avevo seppellito sotto la cenere senza mai metabolizzarli. Ho deciso di tenere mia figlia Valentina quando sono rimasta incinta a vent’anni, ho fatto una scommessa con la vita quando ho legato il mio destino con Georg, quando mi sono licenziata da un lavoro sicuro per intraprenderne un altro che mi rappresentava di più. Quella è la vera Ina, perché nella vita occorre accettare le sfide, anche con il rischio di fallire ma. come dici tu l’importante è credere in quello che si fa e non azzittire o paralizzarsi se gli altri non sono d’accordo. Questa è l’unica ricetta per costruire le propria vita, integri e con tutti gli ingredienti. Ora mi sto rendendo conto che a forza di fare passi indietro e di vivere come vogliono gli altri, la mia personalità e la mia natura stavano naufragando. Ti ringrazio per il fatto stesso di esistere, come esiste il sole, la luna e l’aria fresca che mi accarezza al mattino quando esco di casa…pensa accarezza proprio me! Baci Ina”

“Ciao Ina, oggi saluto una persona diversa. Vedrai che le cose miglioreranno senza che tu te ne accorga perché proprio così deve essere: mentre noi crediamo di continuare a vivere la vita di sempre una parte di noi, ridestatasi d’incanto, comincia a comunicare con noi ad un altro livello e man mano che noi riscopriamo questa parte diventeremo davvero contenti di noi stessi Tu dici che “gli altri”fanno le cose giuste e tu no; è vero, tu no, almeno così ti sembra, perché hai azzittito una parte di te, l’hai ammanettata e segregata e quando fai le cose…non sei intera. Puoi essere mai contenta di quello che fai? Come se volessimo fare un dolce con una sola mano e con metà degli ingredienti!. Grazie per le cose bellissime che dici di me, sono cose normalissime che una persona fa,quando è in pace con e stessa e accetta i suoi limiti. Vedi tu dici che ti batti per i diritti degli altri; bene, questo è il tema della tua vita, puntaci le tue energie, fai quello che sai fare e puoi fare. Io dico sempre che nel nostro profondo c’è un tema, il tema della nostra vita e a volte ci vuole una vita intera per scoprirlo, ma non appena ne diventiamo consapevoli bisogna mettersi all’opera e non lasciare il tema non svolto. Quando ci ritroveremo soli con noi stessi e faremo un rapido bilancio della nostra vita, beh è bello dire che abbiamo svolto il nostro tema e di essere in pace con noi stessi. Tvb, Luciana”

Le Foto di Valentina e il prezioso filmino

Ina ormai si è avviata spedita per la sua strada, sempre sostenuta da me quando ne sente il bisogno. La cosa bellissima è che mi manda una serie di foto della figlia Valentina, per farmela conoscere, dopo che ne avevamo parlato per anni. È questo un passo molto importante perché finalmente è arrivato il momento in cui è lei stessa che può guardare quelle foto con serenità d’animo e cominciare a intrecciare con sua figlia quel dialogo dolce, continuo, profondo che non si zittirà mai. Ma Ina fa di più, ormai può permetterselo:mi invia anche un filmino della figlia accompagnato da queste parole: “Il ragazzo che abbraccia Valentina è il musicista che ha fatto video e canzone. Si chiama Alessio e penso che abbiano avuto una” storia” Erano rimasti ottimi amici e lui la adorava. Io l’ho conosciuto solo dopo la morte di Valentina, perché era addirittura andato a trovare i miei; che strano, vero? Mi aveva fatto omaggio di un CD con canzoni composte per Valentina e si è di nuovo messo in contatto con me qualche mese fa perché mi ha rintracciata su Facebook. Mi ha raccontato che si è trasferito a Londra da parecchi anni, dove lavora come musicista e che non l’ha mai dimenticata; proprio per questa ragione ha voluto “creare” una pagina per onorare il suo ricordo e per riportarla alla memoria e nei cuori di chi l’ha conosciuta. Ecco perché ha preparato il video proprio nel giorno del suo trentesimo compleanno e me ne ha fatto dono. Appena l’ho visto ho provato contestualmente immensa felicità e profondo dolore e dentro di me si è scatenato un tornado di emozioni, perché quella ragazza che vedevo in foto l’ho messa al mondo io e, pensa che strana reazione ho avuto: sono riaffiorate le stesse sensazioni che provavo durante il parto, facendomelo quasi rivivere attimo per attimo. Ovviamente prima di mettere il video on line ha chiesto il mio permesso:subito non ero d’accordo, ma poi ho pensato che agli amici di Valentina potesse far piacere “rivederla” e ricordarla…. E naturalmente ti “rispondo” che sarei onorata se lo inserissi tra le tue testimonianze. Grazie di cuore. Un bacio! Ina”

Grazie, Alessio!

La sequenza di foto di Valentina, appoggiata delicatamente su una base musicale che lui stesso ha composto, in suo onore, ci sta a ricordare, perché noi adulti troppo spesso lo dimentichiamo, la profondità dei sentimenti di questi giovani che senza troppi giri di parole ma adoperando la poesia che alberga in ognuno di loro, sanno dar voce ad un mondo interiore ricco di positività, di dolcezza e di semplicità nel quale noi adulti dovemmo specchiarci per recuperare preziose parti di noi che ahimè col tempo abbiamo fatto fuggire. Alessio accompagna la crescita di Valentia con una canzone delicata e struggente al tempo stesso. Le parole sono in inglese ed io in un primo momento ho pensato di tradurle in italiano prima di metterla in rete ma mi sono resa conto che avrei fatto un torto a questo piccolo grande artista che l’aveva composta. Perché la traduzione in un’ altra lingua toglie gran parte di poesia al testo. Alessio comunque piange, il suo è un accorato lamento per la perdita di Valentina e infatti dice… “Ehi tesoro mio, la mia anima è triste, dove sei amica mia, stai tornando? Sì, perché mi manchi e io sto piangendo, sto urlando perché hai detto me ne vado. Io ho bisogno di te! C’è un verso che accompagna ogni sua espressione ed è: “il sole nei tuoi occhi!” Alessio mette spesso in primo piano gli occhi e lo sguardo di Valentina dentro il quale lui si poteva tuffare e ammirare tutta le bellezza e la profondità dei sentimenti che vi abitavano e lui come poeta non può che paragonarle allo splendore del sole! Grazie ancora Alessio, con tutto il mio cuore! Luciana

Un ringraziamento particolare va al mi amico nonché stretto collaboratore e curatore del sito dell’associazione Gianluca di Fazio che si è adoperato per la messa in rete del video.

Valentina Maag

Una stella di nome Valentina

“Alla mia carissima amica Ina che ha camminato sui rovi pur di raggiungere una postazione da cui poter ricominciare a vedere bene la realtà che la circonda e che, sono certa, continuerà ad andare avanti in mia compagnia, fin quando lo vorrà. Grazie per essere stata così brava! Baci a migliaia, Luciana”

Torino Buongiorno, sono la mamma di Valentina. In questa notte di 9 anni fa, proprio in occasione delle stelle cadenti, mia figlia è diventata lei stessa una stella…era ad Ibiza proprio ad “osservar le stelle” e mentre ritornava a casa, seduta sul sellino posteriore di una moto guidata da un suo amico, per causa di un’auto che ha tagliato loro la strada, è volata per 20 metri e il casco non le è servito a salvarsi la vita. Ormai non ho più lacrime: il dolore, anzichè attenuarsi, aumenta di intensità col passare degli anni, con la consapevolezza che per lei non c’è davvero più alcun futuro e che i suoi amici sono diventati uomini e donne di quasi 30 anni e lei sarà sempre ricordata come la ragazzina di 19 anni dal sorriso dolce e dai tanti progetti come tutti i ragazzi della sua età (stava studiando architettura ed era a posto con gli esami!). Per il nono anno affronto la notte di S.Lorenzo con strazio e dolore laceranti che non saranno mai placati, neppure dall’amore delle mie altre due figlie. Scusatemi bambine mie, ma fa troppo male…ciao Valentina! La tua mamma.

Con questo messaggio, lasciato sulla pagina degli ospiti del sito dell’associazione, Ina si presenta, in una calda notte d’estate. Lei stava annunciando al mondo, perché ne aveva bisogno, la sua disperazione che proprio in quella notte era diventata più insostenibile del solito. Dopo averlo letto attentamente ho pensato che le avrei risposto subito come sempre faccio quando qualcuno mi scrive. Ho subito chiesto aiuto a Gianluca Di Fazio, il mio prezioso collaboratore che cura il sito in tutte le sue parti, con competenza massima, affidabilità e disponibilità assoluta. Lui nel giro di un attimo mi ha fornito l’indirizzo mail e così mi sono messa in contatto con lei. Abbiamo dato inizio ad una lunga serie di mail, come faccio di solito quando mi trovo ad aiutare qualcuno che abita lontano e che non può frequentare i gruppi di genitori che si riuniscono periodicamente qui, nella sede dell’associazione. Lei da subito mi è sembrata molto contenta di poter scambiare con me i suoi pensieri ma, essendo una donna che aveva fatto della razionalità il suo scudo per proteggere i suoi sentimenti più profondi, abbiamo fatto anche tanta fatica a trovare il nostro “contatto” quello vero, profondo, insomma quello che avvicina due anime. A volte ha smesso di scrivermi per lunghi periodi, proprio perché si stava rendendo conto che la portavo su un terreno dove a farla da padrona sono i sentimenti e non la razionalità. Ma lei è una persona troppo in gamba e non si è lasciata sfuggire questo contatto di cui in seguito mi ha più volte ringraziata.. Ho pensato di riportare le mail più significative che hanno segnato le tappe più importanti della sua elaborazione del lutto e che pian piano la stanno restituendo alla vita.

Ina alle prese con i sensi di colpa

Come tutti i genitori che perdono un figlio anche Ina si trova a dover fare i conti con i sensi di colpa, “questi fantasmi” che si presentano indisturbati e a frotte per insediarsi dell’anima di questi genitori, con la pretesa e l’arroganza di non dover più traslocare e infatti:

Ciao Luciana, non ce la faccio proprio ad andare avanti così, senza la mia adorata Valentina. Ogni volta la mente mi si riaffolla fino alla disperazione e vengo assalita dai ricordi, da quei ricordi, di quella notte di agosto quando, sotto il cielo della lontana Ibiza, mentre le stelle cadevano a grappoli riempiendo di speranze i cuori di tanti ragazzi che stavano ad ammirarle, le mie orecchie vengono mortalmente ferite da quel rumore terribile dell’impatto della moto contro un auto che faceva un’inversione criminale. E io non c’ero. Poi è sceso il buio nella mia vita. Sono certa di non essere stata una buona madre perché tutti i miei progetti di famiglia si sono sgretolati dopo la separazione da mio marito e nella gestione delle mie figlie ho commesso tanti errori! Mi sento in colpa, sai? Sto tanto tanto male, perché avrei voluto garantire loro il meglio della vita, invece…. Ora ti lascio cara e paziente Luciana, vado ad ascoltare la musica che piaceva tanto a Valentina e me la coccolo stanotte, perché questa notte la dedico a lei, ormai da anni, un abbraccio, Ina”

E ancora, un po’ di tempo dopo:

Scusa Luciana ho ancora bisogno di mantenere un contatto con te. Sono disperata: ho letto e riletto lettere e biglietti che Valentina mi scriveva, con dolcissime parole rivolte a me e di grande sostegno per il nostro vissuto, in seguito all’allontanamento di suo padre, ma tra le righe si percepisce tutta la sua disperazione, la rabbia e allo stesso tempo il peso e la responsabilità che sentiva sulle sue spalle per il suo ruolo di figlia maggiore, anche se espressi con tenerezza e dolcezza. Il suo desiderio di potere andare via al più presto a vivere da sola. E infatti scrive: ecco perché sono fuggita di casa tre volte e ho provato a cercare la mia dimensione a Barcellona. Questo accadeva l’anno prima della sua morte,quando è stata per tre mesi a Barcellona senza darmi indirizzo e io sono corsa a cercarla per settimane, battendo tutta la città finchè l’ho ripescata! Era quello che voleva da me, desiderava essere cercata e ritrovata. Lei voleva indietro la sua adolescenza serena e io non gliel’ho garantita. Lei aveva bisogno della sua famiglia felice. Come faccio a continuare a vivere e guardarmi allo specchio? Aiutami, ho bisogno di stringere Valentina tra le braccia e consolarla. Vorrei che tutto tornasse al ‘95. Devo disperatamente chiedere scusa a Valentina! E così vengo assalita dai sensi di colpa, come posso tornare in me?. Come si fa a questo punto della corsa a fermare il treno impazzito? Buonanotte. Ti voglio bene” Ina”

“ Ciao Ina, il tuo cuore è in tempesta e non riesci a placarti. I ricordi, immersi nella bufera, sono i nostri peggiori nemici. Il passato è andato, per sempre, non si ripresenterà più e noi ci ostiniamo a voler riavvolgere il filmino. Non si può fare. Guardati oggi, così come sei e ricomincia da qui. La vita è come una continua partita a carte, ogni volta le cose cambiano, qualcuno le scombina e sul tavolo vediamo le situazioni cambiare da un momento all’altro. Io non so giocare, non me ne intendo nemmeno un pò ma il meccanismo l’ho capito: il buon giocatore è quello che sa fare i conti con le carte che ha in quel preciso momento, senza pensare a quelle che aveva il giro precedente, le guarda e riflette su come può adoperarle al meglio. Poi si vedrà, magari verranno dei momenti in cui il giro è più ricco, le carte più fortunate ma non deve mai abbassare la guardia in attesa che tutto cambierà al meglio, perchè è lui e sempre lui l’artefice del suo gioco. Con questo ti voglio dire: fermo restando la culla che hai preparato nel tuo cuore per Valentina con la quale intrattieni un dialogo costante e amichevole, materno e caloroso, non potresti sforzarti di cancellare quel mare di risentimento che nutri nei confronti delle persone che ti circondano, compreso tuo marito che è pur sempre il padre dei tuoi figli e sul quale non ho sentito mai una parola di apprezzamento? Dopotutto le tue figlie lo vogliono, a modo loro tutti quelli che ti circondano, compreso tuo marito e tuoi genitori, fanno quel che possono. La rabbia in questo momento ti fa vedere tutto distorto, ma questo sentimento rappresenta una tappa molto importante lungo il cammino dell’elaborazione del lutto. Tu ci sei arrivata, per fortuna e ora ci devi fare i conti. Non cercare di occultarla, dì a te stessa anche a voce alta che sì sei molto arrabbiata che Valentina non c’è più, che distruggeresti il mondo intero, e che a volte vuoi per forza cercare un colpevole e magari te la prendi con i tuoi genitori, il tuo ex compagno, ecc, ma Valentina non se ne è andata per colpa di nessuno, è successo e basta.. baci Luciana.”

Un intervallo ricco di sorprese

Ina non si fa sentire per un lungo periodo ma io, avendo cominciato a conoscerla bene, sono sicura che sta trascorrendo un periodo in cui si stanno muovendo tante cose dentro di lei, che lei ovviamente sulle prime non riconosce ma che io so leggere bene e di questo sono molto felice. Finalmente il bunker dentro il quale si era rifugiata per non soccombere cede da qualche lato, si aprono delle crepe e la luce di una nuova vita comincia a far capolino.

Ina si guarda intorno e comincia ad aprirsi agli altri

“Ciao Luciana, ho lasciato passare troppo tempo dall’ultima mail che ti ho scritto. In questo periodo sono solo regredita:tutto è peggiorato:il mio umore, il mio rapporto con i miei, con gli altri Ho l’impressione che ogni cosa che faccio in questi ultimi tempi mi si sgretoli tra le mani e che tutto il resto del mondo abbia sempre più opportunità di me o, più “ banalmente,” più fortuna di me! Anche nelle tragedie! Ti scrivo non solo perchè mi hai teso una mano per un lungo periodo, con pazienza e dedizione ma perché in qualche modo ho bisogno che qualcuno mi dia una scrollata, in questo periodo in cui non riesco più a trovare la matassa, altro che bandolo! Penso però che nonostante tutto ciò che ti sto dicendo io incomincio a riappropriarmi della mia vita e questo lo noto anche dal fatto che mi è tornata la voglia di scriverti e forse chissà sto uscendo dal torpore che mi ha inchiodata per mesi . Ma perché si regredisce? Perché quando si pensa di essere sul punto di farcela e di intraprendere un cammino di salvezza si inciampa e si deve ricominciare? In questi giorni ho saputo che una mia vecchia amica che non abita nella mia stessa città ha perso una figlia. Io la vorrei tanto aiutare ma come fare? Vorrei andare a trovarla e parlarle dell’associazione, dei benefici che ho tratto scrivendoti e tenendoci in qualche modo in contatto, ma ho paura di fare solo la figura della”saputella” di quella cioè che crede di saperne di più dell’altra e non è questo che voglio fare, io vorrei davvero aiutarla. Come al solito chiedo aiuto. Baci Ina”

“Ciao Ina, cosa faresti se un bambino che tu conosci molto bene e di cui in un certo modo ti prendi cura ti dicesse che ha paura di fare una certa cosa o che è triste perchè gli manca qualcuno? Non certamente gli elencheresti una lista di cose che dovrebbe fare per superare la sua angoscia ma gli diresti: sai, quando avevo la tua età anch’io una volta mi sono sentita così, e provavo ecc ecc . Tu gli offri la tua vicinanza parlando di te, facendolo sentire che non è solo ma che c’è qualcuno che “ha provato” quindi lo può capire. Spesso per incoraggiare i genitori, troppo razionali, a scardinare questo impianto, dico loro che non importa se non hanno vissuto quella situazione nella realtà ma di provare a pensare che l’hanno vissuta e raccontare ai loro figli ciò che si prova. Così è con la tua amica, non devi parlare di me, ma di te, di come ti sei sentita, di ciò che hai provato, delle incomprensioni e delle difficoltà dei primi mesi, visto che è da poco che ha subito il lutto, insomma mettiti vicino a lei con il cuore e non con il cervello e il rischio di fare la “saputella” svanirà. Questo comportamento lo devi adottare sempre, non ci sono regole da seguire ma persone da amare per quelle che sono e vedrai che se imbocchi questa strada prima o poi tra le persone da amare ci troverai anche Ina. Oggi, quando vai dai tuoi, guardali con altri occhi, registra non ciò che dicono con la bocca ma scava nel loro cuore,a rintracciare un altro discorso, mettiti nei loro panni e fai finta di essere loro, di guardare con i loro occhi e non con i tuoi. Rintraccerai tanti punti di contatto con te, con i tuoi comportamenti che, se vai a fondo, forse somigliano ai loro più di quanto tu non immagini perchè siete genitori e figli , è naturale che sia così.. Fai in modo che questo incontro diventi piacevole, senza che ti violenti a voler recitar una parte, tanto se ne accorgerebbero tutti. Prova ad aprirti e non sprecare il tuo tempo a riflettere su ciò che ti è successo ma vai avanti, apriti alla vita in un altro modo, ricomincia ad amare chi a suo modo ti è vicino, sarebbe tutto più facile. Lo so che in questo momento stai pensando che non ho capito niente di te, che io non so cosa hai passato tu e che come mi permetto di darti una ricetta così semplice e all’apparenza ingenua. Prova e vedrai. Baci, Luciana.”

Momenti di smarrimento

E’ vero che Ina si sta guardando intorno e realizza che non esiste solo lei col suo dolore ma che c’è tutto un mondo che gira e ciò le provoca un senso di vertigine a cui lei dà voce in modo stupendo, come sempre. Ormai ha imparato a guardarsi dentro e a familiarizzare con i suoi sentimenti anche quelli molto dolorosi dai quali per anni si è tenuta lontana.

“Ciao Luciana, oggi mi sento particolarmente triste. Mi pervade un fastidioso senso di inadeguatezza che davvero non riesco a fronteggiare. Ho un nodo alla gola, mi sento malissimo e ho solo voglia di piangere Stamattina, andando al lavoro, mi girava la testa, mi sembrava che tutti sapessero perfettamente cosa fare e come fare, con estrema disinvoltura, mentre io no…avevo una stretta dolorosissima al cuore e la voglia di fuggire, di mollare tutto. .Ti prego, tu che mi stai sostenendo da tempo e alla quale ho affidato i pensieri più profondi dammi un suggerimento, dimmi una parola per non soccombere totalmente e trovare una strada, un viottolo almeno…perché sono forse figlia di un Dio minore io? Ti voglio bene, Ina”

“Cara Ina, finalmente ti accorgi anche degli altri! C’è un mondo intorno a te, che ha i suoi affanni e le sue pene oltre che alle gioie e ai momenti felici. Ognuno cerca la strada da percorrere e non è vero, come ti sembra,che tutti sappiano bene cosa fare e come fare. Ognuno di noi vive le sue incertezze e perplessità e tu, di fronte a loro, ti senti piccola e inadeguata. E’ un sentimento che ti porti dietro da sempre e che mortifica le tue tante risorse che stanno aspettando da tempo di essere utilizzate. Per ora ti sei limitata alla consapevolezza che anche gli altri esistono, adesso devi fare un altro passo avanti, buttatici dentro! Tu ne hai avuto sempre tanta voglia ma la paura ti ha sempre frenato. La paura di essere giudicata, ma tra poco ti accorgerai che sotto questo cielo siamo tutti uguali e che “gli altri” a volte si sentono inadeguati come te, e allora perché non tendere loro la mano? Quando mi chiedi cosa devi fare io ti rispondo “non lo so”perchè nessuno sa o deve sapere cosa deve fare l’altro, piano piano la risposta ti arriverà…da dentro di te. Bisogna saper aspettare. Bacissimi, Luciana”

Uno sguardo alle altre figlie, finalmente!

Ciao Luciana, Sabato mattina, dopo aver accompagnato mia figlia a scuola, prima di andare al cimitero sono passata dal fioraio sotto casa per ritirare il mazzo di fiori ordinato la sera prima ma mentre mi accingevo a prenderlo dal bancone, la commessa mi ha fatto notare che stavo prendendo quello destinato ad una ragazza che quel giorno si sarebbe laureata! Beh dire che sono stata presa dalla disperazione è poco: la mia povera Valentina non potrà mai discutere la tesi per la quale si stava tanto impegnando. Dunque come vedi ogni episodio è destinato ad essere letto da me in chiave personale e ogni cosa mi ferisce. Poi però la giornata ha preso una chiave diversa, l’ho trascorsa con piacere insieme alle altre due figlie che, ho realizzato per fortuna e finalmente, hanno un gran bisogno di me e anche loro hanno diritto a continuare a vivere e a darmi grandi soddisfazioni. Mi sono sentita per la prima volta molto a disagio per aver messo Valentina in cima ai miei pensieri e ad averla considerata più importante di loro: ad un tratto, mentre le guardavo ho avuto una grande commozione e mi sono messa nei loro panni perché dalla morte di Valentina si sono dovute necessariamente sempre misurare con una presenza così ingombrante: ma loro sono eccezionali e sono sicura che col loro aiuto e la loro pazienza ce la farò. Oggi alla luce di queste mie riflessioni non posso fare altro che ringraziarti! Sei davvero una persona speciale che il caso, il destino, il karma o chissà ha voluto mettere sul mio cammino. E’ straordinaria la vita, come riesca a tessere trame e orditi che fanno sì che le anime si incontrano e si allontanano come “ les iles flottantes”…è straordinario comunicare con te. Mi aiuti a far riaffiorare sensazioni e ricordi lontani che hanno segnato la mia vita, nel bene e nel male e che io avevo seppellito sotto la cenere senza mai metabolizzarli. Ho deciso di tenere mia figlia Valentina quando sono rimasta incinta a vent’anni, ho fatto una scommessa con la vita quando ho legato il mio destino con Georg, quando mi sono licenziata da un lavoro sicuro per intraprenderne un altro che mi rappresentava di più. Quella è la vera Ina, perché nella vita occorre accettare le sfide, anche con il rischio di fallire ma. come dici tu l’importante è credere in quello che si fa e non azzittire o paralizzarsi se gli altri non sono d’accordo. Questa è l’unica ricetta per costruire le propria vita, integri e con tutti gli ingredienti. Ora mi sto rendendo conto che a forza di fare passi indietro e di vivere come vogliono gli altri, la mia personalità e la mia natura stavano naufragando. Ti ringrazio per il fatto stesso di esistere, come esiste il sole, la luna e l’aria fresca che mi accarezza al mattino quando esco di casa…pensa accarezza proprio me! Baci Ina”

“Ciao Ina, oggi saluto una persona diversa. Vedrai che le cose miglioreranno senza che tu te ne accorga perché proprio così deve essere: mentre noi crediamo di continuare a vivere la vita di sempre una parte di noi, ridestatasi d’incanto, comincia a comunicare con noi ad un altro livello e man mano che noi riscopriamo questa parte diventeremo davvero contenti di noi stessi Tu dici che “gli altri”fanno le cose giuste e tu no; è vero, tu no, almeno così ti sembra, perché hai azzittito una parte di te, l’hai ammanettata e segregata e quando fai le cose…non sei intera. Puoi essere mai contenta di quello che fai? Come se volessimo fare un dolce con una sola mano e con metà degli ingredienti!. Grazie per le cose bellissime che dici di me, sono cose normalissime che una persona fa,quando è in pace con e stessa e accetta i suoi limiti. Vedi tu dici che ti batti per i diritti degli altri; bene, questo è il tema della tua vita, puntaci le tue energie, fai quello che sai fare e puoi fare. Io dico sempre che nel nostro profondo c’è un tema, il tema della nostra vita e a volte ci vuole una vita intera per scoprirlo, ma non appena ne diventiamo consapevoli bisogna mettersi all’opera e non lasciare il tema non svolto. Quando ci ritroveremo soli con noi stessi e faremo un rapido bilancio della nostra vita, beh è bello dire che abbiamo svolto il nostro tema e di essere in pace con noi stessi. Tvb, Luciana”

Le Foto di Valentina e il prezioso filmino

Ina ormai si è avviata spedita per la sua strada, sempre sostenuta da me quando ne sente il bisogno. La cosa bellissima è che mi manda una serie di foto della figlia Valentina, per farmela conoscere, dopo che ne avevamo parlato per anni. È questo un passo molto importante perché finalmente è arrivato il momento in cui è lei stessa che può guardare quelle foto con serenità d’animo e cominciare a intrecciare con sua figlia quel dialogo dolce, continuo, profondo che non si zittirà mai. Ma Ina fa di più, ormai può permetterselo:mi invia anche un filmino della figlia accompagnato da queste parole: “Il ragazzo che abbraccia Valentina è il musicista che ha fatto video e canzone. Si chiama Alessio e penso che abbiano avuto una” storia” Erano rimasti ottimi amici e lui la adorava. Io l’ho conosciuto solo dopo la morte di Valentina, perché era addirittura andato a trovare i miei; che strano, vero? Mi aveva fatto omaggio di un CD con canzoni composte per Valentina e si è di nuovo messo in contatto con me qualche mese fa perché mi ha rintracciata su Facebook. Mi ha raccontato che si è trasferito a Londra da parecchi anni, dove lavora come musicista e che non l’ha mai dimenticata; proprio per questa ragione ha voluto “creare” una pagina per onorare il suo ricordo e per riportarla alla memoria e nei cuori di chi l’ha conosciuta. Ecco perché ha preparato il video proprio nel giorno del suo trentesimo compleanno e me ne ha fatto dono. Appena l’ho visto ho provato contestualmente immensa felicità e profondo dolore e dentro di me si è scatenato un tornado di emozioni, perché quella ragazza che vedevo in foto l’ho messa al mondo io e, pensa che strana reazione ho avuto: sono riaffiorate le stesse sensazioni che provavo durante il parto, facendomelo quasi rivivere attimo per attimo. Ovviamente prima di mettere il video on line ha chiesto il mio permesso:subito non ero d’accordo, ma poi ho pensato che agli amici di Valentina potesse far piacere “rivederla” e ricordarla…. E naturalmente ti “rispondo” che sarei onorata se lo inserissi tra le tue testimonianze. Grazie di cuore. Un bacio! Ina”

Grazie, Alessio!

La sequenza di foto di Valentina, appoggiata delicatamente su una base musicale che lui stesso ha composto, in suo onore, ci sta a ricordare, perché noi adulti troppo spesso lo dimentichiamo, la profondità dei sentimenti di questi giovani che senza troppi giri di parole ma adoperando la poesia che alberga in ognuno di loro, sanno dar voce ad un mondo interiore ricco di positività, di dolcezza e di semplicità nel quale noi adulti dovemmo specchiarci per recuperare preziose parti di noi che ahimè col tempo abbiamo fatto fuggire. Alessio accompagna la crescita di Valentia con una canzone delicata e struggente al tempo stesso. Le parole sono in inglese ed io in un primo momento ho pensato di tradurle in italiano prima di metterla in rete ma mi sono resa conto che avrei fatto un torto a questo piccolo grande artista che l’aveva composta. Perché la traduzione in un’ altra lingua toglie gran parte di poesia al testo. Alessio comunque piange, il suo è un accorato lamento per la perdita di Valentina e infatti dice… “Ehi tesoro mio, la mia anima è triste, dove sei amica mia, stai tornando? Sì, perché mi manchi e io sto piangendo, sto urlando perché hai detto me ne vado. Io ho bisogno di te! C’è un verso che accompagna ogni sua espressione ed è: “il sole nei tuoi occhi!” Alessio mette spesso in primo piano gli occhi e lo sguardo di Valentina dentro il quale lui si poteva tuffare e ammirare tutta le bellezza e la profondità dei sentimenti che vi abitavano e lui come poeta non può che paragonarle allo splendore del sole! Grazie ancora Alessio, con tutto il mio cuore! Luciana

Un ringraziamento particolare va al mi amico nonché stretto collaboratore e curatore del sito dell’associazione Gianluca di Fazio che si è adoperato per la messa in rete del video.

Valentina Maag

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