STORIE DI….POVERA GENTE!

 “……La gente è come se fosse spaventata da ciò che ci è capitato, cerca di non incontrarci ma se ciò accade ti chiede:”Come stai?” Noi dobbiamo rispondere bene, anche se non è vero, perché solo così si tranquillizza, assume un atteggiamento più amichevole e si dimostra pronta ad una conversazione, che noi avvertiamo vuota e riempitiva. Quando rispondiamo che stiamo male ci sentiamo dire:”Ancora?”A queste parole si prova uno smarrimento profondo, perché ci rendiamo conto che si crede che questo tipo di dolore si attenui col tempo e poi passi. Tutti pensano che dopo un po’ ci passi tutto e possiamo riprendere la vita di prima, ma non è così, niente sarà più come prima e nessuno riesce a credere che questo tipo di dolore duri per sempre. Per sempre, ma vi rendete conto? Nemmeno io lo posso accettare e così anch’io cerco di sfuggire agli incontri. E così, come in una catena le relazioni sociali finiscono per impoverirsi a tal punto fino a scomparire del tutto, e noi ci sentiamo nel più completo isolamento. E così le famiglie come le nostre, oltre ad aver perso un figlio perdono anche il contatto con gli amici, i conoscenti, i vicini di casa:scompaiono tutti.Il telefono squilla sempre più raramente, perfino i nostri figli stentano a trovare degli amichetti con cui giocare e uscire.
…..Il giorno dei funerali tutti mi hanno abbracciata e mi hanno detto parole di conforto, ma qualcuna mi ha fatto veramente male….”Su non piangere, che voi fare, la vita continua..” io avrei voluto prenderla a schiaffi e gridarle:”Sì, quella degli altri, perché la mia ha avuto termine oggi!”
Oppure:”…Non disperarti…sappi che Dio l’ha voluto con sé perché aveva altri progetti per lui, qualche compito molto più importante da svolgere!” Ma io avrei voluto rispondere:” Allora pregalo di venire a prendere il tuo! Perché io per questa sera avevo per lui un altro compito, quello di preparargli la cotoletta che tanto gli piaceva, e che sarebbe stata una bella sorpresa per lui.La vedo allontanarsi nel suo vestito falsamente dimesso, falsamente di circostanza, l’importante è che si sia fatta vedere perché lei…c’era.Povera gente…penso io..che non è capace nemmeno di trasmettere un conforto, eppure sono donne, eppure sono mamme.Poi prego che tutto finisca in fretta e che io possa tornare i quella casa vuota ma ancora piena di lui, dove io possa immaginare di stringerlo ancora tra le mie braccia e sentirne ancora il calore e il profumo. Solo questo desidero, mentre la cotoletta è sempre in frigo ad aspettare invano…”
Luciana Orsatti

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