Sogno di una notte di mezza estate! (Storia di un suicidio)

Buongiorno Dott. Luciana
mi chiamo Annapaola, il mese scorso ho perso mia figlia Lorena . La mia principessa si è suicidata. A mia insaputa, che la sapevo a dormire, ha preso un taxi e si è recata in un grande spiazzo,di giorno adibito a parcheggio e lì si è squarciata la gola.
E’ morta nella convinzione di non essere amata da me, pensando che io volessi deriderla, sminuirla, sottometterla,questo ho letto poi in alcuni suoi scritti lasciati alla rifusa nella sua camera, scritti da lei.
La mia principessa, la primogenita da me tanto amata ma sicuramente non compresa visto come sono andate le cose.
Anche se ora lei non è più fisicamente con noi, ho incontrato diverse persone che la conoscevano, ex compagni di scuola, amici e molti di loro mi hanno riferito di averla sognata e nel sogno era allegra, sorridente e felice, come del resto era davvero lei, almeno fino a pochi mesi fa.
Addirittura una mia amica mi ha riferito di un insegnante di francese suo conoscente che non conosceva Lorena, ma che era rimasto particolarmente colpito dalla notizia di come fosse morta questa ragazza in modo così particolarmente violento e dopo aver visto la foto nel manifesto è rimasto colpito dalla sua grande bellezza e l’ha sognata.
Nel sogno lui era alla stazione e stava aspettando il treno per Bologna. Nel frattempo che aspettava il suo treno è arrivato in stazione il treno per Milano ed ecco che ha visto arrivare Lorena e l’ha vista salire su quel treno per Milano. Era bellissima, raggiante, vestita di bianco con un foulard arancio.
Questo sogno,fatto praticamente da un’straneo, mi ha particolarmente colpito perchè il pomeriggio del giorno avanti il suicidio Lorena aveva deciso di andare a trovare un suo carissimo amico e compagno di università che si era trasferito a Milano, ma poi colpita da una forte crisi di ansia, non è riuscita a partire.E poi l’abbigliamento che lui riferisce che Lorena indossasse prendendo quel treno corrisponde esattamente a quello del suo ultimo viaggio!
Gli ultimi giorni di vita di Lorena sono stati giorni di grande sofferenza.Improvvisamente ha cominciato a non dormire, non mangiare e rimuginare giorno e notte su sue idee o parole dette da qualcuno di noi e da lei, pesate e riviste a modo suo. Non era piu’ la Lorena di qualche mese prima Mi sono resa conto che c’era qualche cosa che non andava ma ho pensato ad un periodo di crisi, che sarebbe passato presto.Invece ora maledico quel mio lassismo, quel rimandare sempre a domani pensando che ci sarebbe stato ancora molto tempo, e invece quest’attesa è costata la vita a Lorena. Io invece avrei dovuto abbracciarla, parlarle, farla sentire amata come forse lei non si sentiva più da tanto!Si stava anche facendo aiutare dal punto di vista psicologico,da qualche tempo, ma forse non aveva trovato la persona giusta per lei e di questo sono molto rammaricata, perchè il giorno prima che Lorena si suicidasse il mio ex marito l’aveva chiamata chiedendole se dovevamo preoccuparci ma la sua risposta è stata davvero inquietante “Non vi preoccupate, Lorena è un bambina viziata e capricciosa, ( non aggiungo il resto per rispetto della mia bambina) non farà mai un gesto estremo”La mattina dopo Lorena quel gesto estremo lo ha fatto.
Purtroppo io da quella notte non l’ho più rivista, nessuno di noi l’ha più rivista, ci hanno permesso di riabbracciarla tre giorni dopo in obitorio per il riconoscimento.Il visetto girato da un lato, la bocca aperta perchè avevano provato a rianimarla, quel suo profilo magro e a punta da quanto si era dimagrita…sembrava un topolino………il mio amore! Quanto vorrei tornare indietro, quanto la vorrei sentire infilarsi nel mio letto e chiedermi:mamma abbracciami per favore! Invece ho negli occhi quello sguardo sbalordito e interrogativo di lei che in piena notte, di quella sua ultima notte, ai piedi del mio letto rovistava nella mia borsa in cerca delle chiavi della macchina che io invece avevo nascosto. E’ uscita dalla mia stanza , senza una parola, e poi ho capito che ha preso un taxi.Quello sguardo, con quegli occhioni spalancati e fissi su di me è diventata la mia ossesione:quanto vorrei chiederle perdono per non averla ascoltata quella notte,per averla fatta uscire dalla mia stanza senza una parola, al buio, in compagnia della sua solitudine!
Grazie per avermi ascoltata dott. Luciana!
Annapaola, quache giorno dopo la morte della figlia fa un sogno:
“Ero in ospedale.La stanza era in penombra.Esco di lì e mi avvio per un corridoio lungo e senza finestre, laggiù in fondo mi stavano aspettando delle persone, forse i miei familiari. Con me avevo la mia borsa che però lungo il cammino appoggio per terrra, per essere più libera.Poi sono rientrata in camera ma improvvisamente mi ricordo della borsa che avevo abbandonato, l’ho ritrovata ma era stata svuotata di tutto, tranne un vecchio telefono che mi aveva regalato mio figlio perchè non funzionava granchè. Io lo adopero per chiamare un infermiere che interavedevo in una stanza e che aveva la mia carta di identità in mano, chiamando a viva voce il mio nome. Io dicevo che ero lì, a pochi passi ma lui non mi sentiva, sembrava che la comunicazione fosse interrotta e l’ha buttata via.
Annapaola, come tutti i genitori che perdono un figlio,non vorrebbe mai più tornare dal suo funerale perciò percorre quel tunnel che, ha sentito dire, tutti dopo la morte percorrono per poi ritrovare la luce. Lei si incammina spedita, anzi si libera della zavorra della borsa per essere più veloce, forse così farà in tempo a raggiungerla prima che lei scompaia. Ma, ahimè, una parte di lei le dice che non ce la farà mai, che è meglio che torni indietro. Lei lo fa ma non sa più chi è, allora si ricorda della borsa dove custodiva la sua identità e va a riprenderla ma qualcuno glielo ha rubata e lei si dispera. Vuole mettersi in comunicazione con colui che in questo momento ce l’ha in mano, ma la comunicazione è “interrotta” come lo sarà quella con sua figlia per sempre.

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