A MARCO LUCARELLI

Dentro la suggestiva cornice dello stabilimento balneare “La Lampara” di Pescara domenica 10 giugno gli amici di Marco hanno organizzato una serata musicale in suo onore per celebrare il 1°memorial.

E’ stata una cosa bellissima che solo i ragazzi, i suoi amici più stretti, quelli che tante volte hanno suonato con lui potevano organizzare.

Marco Lagonigro, Manuel Virtù, Gianluca Di Fazio e tutti gli altri componenti delle band hanno suonato e cantato fino a notte tarda in onore di Marco mentre tanta gente commossa assisteva allo spettacolo. Naturalmente c’erano anche i genitori Annalisa e Domenico e la sorella Francesca ai quali ad un certo punto della serata mi è sembrato doveroso far pervenire loro attraverso le mie parole un messaggio di Marco.

“Ciao a tutti,

lo sapete no? Io sono di poche parole, ma questo saluto ve lo dovevo, dopo tutto ho letto il mio nome da qualche parte. Ma io da tempo mi ero preparato a questo appuntamento, perché ho cominciato a sentire un tam tam che proveniva da lontano, prima un po’ confuso poi sempre più chiaro, e pian piano vi ho riconosciuto, le mie voci amiche, quelle di sempre con le quali sono cresciuto e ho condiviso tante cose. Ho sentito il vostro invito proveniente dalle profondità della vostra anima, un invito sincero e incondizionato e come potevo non accettare? Anzi a dir la verità mi sarei arrabbiato moltissimo se non lo aveste fatto, e voi lo sapete perché mi conoscete bene!

Certo che noi siamo davvero forti ragazzi, perché abbiamo capito che per trasmettere i nostri sentimenti più profondi le parole non sono sufficienti, il vocabolario non le contiene tutte e allora abbiamo fatto ricorso ad un altro alfabeto, quello musicale, il solo capace di evocare e trasmettere contenuti profondi,forti emozioni.

E’ proprio grazie alla musica che questa sera siamo qui a goderci quest’atmofera magica la sola in grado di farci sentire in armonia con noi stessi e con gli altri.

Noi l’abbiamo capito da un pezzo che la musica ha il potere di parlare ai cuori in tutte le lingue, con tutti i toni, e stasera noi dobbiamo trasmettere il messaggio che stiamo donando una parte preziosa di noi, perché noi giovani ce lo possiamo permettere, perché siamo ricchi dentro e poi perché…come si dice…. non si può donare ciò che non si ha,ma ciò non ci riguarda.

Ora però ragà, ci siamo fatti gli elogi, ci siamo detti che siamo forti ma…non montiamoci troppo la testa .

E’ vero noi, nel pieno della gioventù, ci sentiamo come se fossimo i padroni del mondo, e questo ci fornisce l’energia necessaria per fare cose di questo genere, come quello che stiamo facendo stasera, ma facciamo un po’ di attenzione e cerchiamo di guardare meglio tra la marea di persone accorse al nostro richiamo. Ce ne sono molte che non sono più tanto giovani, eppure sono qui, attente ed emozionate e alcune con il cuore in tumulto.

Mi rivolgo in particolare a coloro che nel proprio intimo avvertono la presenza di qualche fastidioso relitto che va alla deriva perchè si è staccato da qualcosa di fondamentale e invece loro, avevano tutt’altre aspettative, avrebbero voluto navigare seguendo la rotta che si erano prefissi senza essere assillati da rovinose collisioni .A loro voglio dire che la musica è vero che ha il potere di lanciare un ponte verso gli altri e di smentire la falsa convinzione che abbiamo di noi di essere un’isola inaccessibile ma quello che è straordinario e che vi voglio comunicare è che la musica butta anche tanti ponti dentro di noi, tra tante parti di noi alcune delle quali hanno bisogno di un’armonia per essere risvegliate.

Ma come si fa? E’ semplice, andate oltre, disponete il vostro animo a leggere oltre le parole e le note, oltre i colori del chiasso e il rumore dell’apparente caos. Attivate i vostri sensi e scopritene di nuovi, adoperate quello che gli antichi saggi chiamavano il terzo occhio quello cioè dell’anima e il terzo orecchio quello che vi porta oltre il regno dei comuni suoni e vi accorgerete che altri significati si sveleranno Lasciatevi andare e permettete alla musica di immergervi in un bagno, insomma per semplificare le cose fate come quel granello di sale che voleva capire quanto era grande l’oceano e perciò si immerse nelle sue acque, diventando tutt’uno col mare e solo allora si rese conto della sua grandezza.

Solo se vi disponete con questo stato d’animo che non deve essere dettato dal momento pieno di emozioni ma deve diventare un vostro stile di vita, solo allora vi renderete conto che io sono dentro questa musica e dentro un grappolo di note leggere cammino al vostro fianco,guardandovi sempre con intensità, ma voi non lo sapete, perché io sono come la vostra seconda ombra, quella bianca.

E a voi, ciurma della lampara , che stasera ci avete accolto generosamente a bordo della vostra barca e ci avete fatto sentire in un luogo sicuro voglio dire grazie e grazie ancora. Continuate sempre a tenere la lampada accesa, come quelle barchette lontane nella memoria, anch’io sono quella luce che illuminerà il vostro cammino e vi indicherà sempre la strada giusta da imboccare.

E adesso ragà si parte, ma che vi credete che non me ne sono accorto? Voi non mi avete assegnato un posto preciso, né mi avete affidato uno strumento, perché mi conoscete bene, io voglio essere dappertutto e ogni strumento suonerò stasera e sarò dentro ogni voce, perciò attenti, allertate i vostri sensi, mettiamocela tutta come abbiamo fatto sempre. Il vostro Marco.”

Bayeshan: Voglia di cambiare

Unluckymad: Vorrei Avere

Manuel Virtù: Virtù Project Manouche “MINOR SWING”

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