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(53) la stanza del figlio
dom, 17 maggio 2020 10:15:41 +0000
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Cara Francesca, grazie per aver scritto. Hai attraversato deserti, oceani e scalato montagne altissime ma ora ti resta la cosa più importante da fare. Siediti un attimo, fai riposare il corpo e soprattutto la mente, spazza i pensieri zavorra e incamminati lentamente ad incontrare quel giorno. E da lì che devi ripartire, perché quel giorno sei fuggita presa dall'orrore e dalla disperazione, senza braccia amiche che ti sostenessero. Succede sempre così. Si è soli in certi frangenti. Ma tu sei coraggiosa e lo puoi fare. Ce lo racconta la storia della tua vita, la testardaggine di quella adolescente che decide di tenersi la bimba senza sapere nemmeno a cosa andava incontro. Ma Irene ti aveva scelta. Aveva saputo da sempre che tu saresti stata all'altezza di aiutarla quando la tempesta si sarebbe abbattuta su di lei. E così è stato. Hai onorato la maternità in tutti i sensi, anche riguardo agli altri figli.Ora però è arrivato i momento: quel groviglio che ti pesa sul cuore comincia a scalpitare, ad essere irrequieto, vuole essere dipanato per ridarti la possibilità di volare. le lacrime che non hai versato hanno ostruito ogni via di accesso al tuo cuore e tu ti senti come un automa.Lasciale scorrere ma nello stesso tempo se puoi fatti aiutare, ti sarà tutto più facile. I tuoi figli stanno soffrendo anche se cercano di metterti al riparo dalle loro angosce, così come faceva Irene. Se ti va puoi continuare a scrivermi e cercherò di aiutarti. Ti voglio bene, Francesca, dolcissima e coraggiosa.

(52) Francesca
sab, 16 maggio 2020 07:23:00 +0000
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Oggi è il 16 maggio 2020, ma il tempo si dissolve improvvisamente e indietreggia a quel 16 maggio 2004. Sembrano tanti anni fa e lo sono, ma la mia memoria è lì a quel giorno. Alle ore 12 Irene, la mia Irene ha terminato la sua lotta con una malattia improvvisa. Irene è nata che avevo 19 anni e facevo l'ultimo anno di liceo. Mia madre voleva che abortissi, ma io, pur non sapendo bene cosa volesse dire essere madre ho lottato per tenerla. Abbiamo fatto insieme la maturità e parte dell'università, io giovane mamma e lei grande figlia che mi guardava stupita. Stavamo bene insieme. Facevamo tutto insieme. Poi.. dopo qualche anno ho incontrato un uomo che mi ha promesso che ci avrebbe amato e protetto. Quindi dalla nostra città Ferrara ci siamo trasferite a Roma e tutto era così perfetto. Sono nati altri tre figli da quell'unione. Quattro figli. Ero orgogliosa e felice e così lo era Irene. Ma un giorno dopo sei mesi dalla nascita dell'ultimo successe qualcosa. Un lieve malore, Irene non si sentiva bene, qualcosa che non andava come doveva. Qualche controllo e poi la sentenza sparata così senza mezzi termini. 'Sua figlia ha un tumore al cervello, tre mesi di vita'. Non so come riuscii ad uscire da quello studio, prendere la macchina e rispondere alle domande insistenti che lei mi faceva.. non lo so. Stavo sanguinando. Non si vedeva ma stavo sanguinando come se una palla di vetro fosse esplosa e tante schegge avessero trafitto la mia pelle. Non tre mesi ma sei, sei mesi in cui si susseguirono interventi e speranze e risposte da dare al mio secondo figlio che allora aveva 8 anni. Mio marito mi lasciò sola. Ogni decisione che dovetti prendere lui mi disse che la responsabilità era mia che non aveva su di lei autorità. Ed era vero. Ma io ero sola e dovevo essere forte. Forte per lei, per i suoi fratelli, per gli amici adolescenti che arrivavano pieni di dolore e rabbia. Ho lottato accanto a lei. E anche riso in quei giorni di malattia, ho fatto cose strambe che per molti potrebbero apparire strambe ma per noi non lo furono. Furono iniezioni di buon umore e vita in aun avita che ci avrebbe abbandonato da lì a poco. E quel giorno arrivò più veloce del vento. Il silenzio e poi il quotidiano che con altri tre figli ti chiamava e ti diceva non puoi piangere, qui c'è molto da fare, non puoi piangere.. E così non piansi, non piansi mai. Nemmeno al suo funerale. Mai. Dovevo essere forte e cercai di esserlo mandando indietro ogni lacrima. E non piansi nemmeno quando mio marito dopo poco decise di andarsene dicendo che non era quella la vita che voleva che una famiglia non l'aveva scelta. Mi trovai senza casa ( la casa era sua e la vendette), senza lavoro( lavoravamo insieme), senza Irene. Mi girai e fu come se avessi la sensazione di stare in mezzo ad un deserto senza acqua, nè ristoro, solo un sole accecante a picco che promette solo devastante arsura. Sono passati 16 anni e mi accorgo che è più tempo in assenza che in presenza..Temo di dimenticarla. Eppure lì nel lutto è come se non avessi mai avuto la possibilità di starci. Di chiudermi in una stanza e piangere e dire pensateci voi...Non l'ho potuto fare e farlo ora ti sembra fuori tempo massimo. Eppure vivi con un groviglio qui sul cuore. E ti senti sola. Profondamente sola. Grazie di avermi ascoltata.

(51) la stanza del figlio
sab, 6 luglio 2019 08:36:00 +0000
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Caro Alessio, un anno è passato ma per te è come se fosse successo ieri.Stesso dolore, disperazione se possibile di più. mA tu sei stato vicino a tuo figlio sempre,senza risparmiarti e quando sei uscito un attimo per un caffè, sai Alessio, non è stato un caso, è stato tuo figlio che ha voluto risparmiarti qualcosa. Anche lui ti voleva un bene dell'anima e a modo suo te l'ha dimostrato.Non ti dico che devi ripartire, lo sai da solo, ma l'altra figlia a modo suo vuole anche il suo papà che come tutti i genitori che sono stati impegnati per un malessere di un figlio hanno pensato che gli altri potessero fare da soli. Non è così, tua figlia ha bisogno di te e non ci sono situazioni complicate che tengano. Perciò posa di nuovo il tuo sguardo su di lei e....ricomincia daccapo. Se credi fammi sapere. Ti abbraccio forte, Luciana

(50) Alessio
gio, 4 luglio 2019 19:20:04 +0000
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Che dire ho perso un figlio il 22 giugno 2018 alle ore 22:00. Da quel momento la mia vita non è stata più la stessa, Alessandro era un bambino bellissimo ma purtroppo era disabile dalla nascita per un trauma al momento del parto. Tutto È successo una maledetta sera d estate, i suoiocchi incontravano i miei in un ultimo saluto mentre io uscivo un attimo per andare a prendere un caffè e quando ero tornato era un fantoccio accartocciato su se stesso ,l hoabbracciato stretto stretto a me e ho cominciato a urlare come nn avevo fatto mai. Eraesanime ma sereno ,I suoi ultimi due anni erano stati non belli, il suo corpo da dritto che era aveva cominciato a storcersi come un albero secolare e non potevaneanche più quasi mangiare respirare. Ma malgrado tutto io tloamavo così ed egoisticamente avrei voluto che fosse rimasto con meTutta la vita. Mi manca tutto di lui,mi mancano i suoi occhi mi manca il suosorriso mi manca la sua voce anche se non riusciva a parlare però io senza di lui ancora adesso a distanza di un anno non riesco a vivere. Dovrei andare avanti perché ho un’altra figlia ma la mia situazione è molto complessa sono separato da tantissimi anni e adesso mi ritrovo praticamente da solo in tutto e per tutto e faccio fatica anche a respirare e ad andare a lavorare e a volte penso che l’unica cosa che posso fare è quella di raggiungere mio figlio.

(49) la stanza del figlio
dom, 18 febbraio 2018 08:42:02 +0000
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Cara Lina,quattro giorni e già sono un'eternità. Tutto sembra un sogno eppure ogni cosa ti avverte che è successo veramente.Cerca di trovare un'angolino per te, senza "la folla"che in buona fede crede di rincuorarti con le parole. Loro non sanno, non possono sapere. Perciò tu nasconditi e piangi, tutte le lacrime che hai poi fa ciò che ti senti di fare, come se nn ci fosse nessun ordine da rispettare. E' questo il tempo del dolore, quello senza barriere e tu rispettalo e abbandonati ad esso senza ritegno. Se ti va chiamami al 3474715301. Ti aspetto. Luciana

(48) Lina Camilleri
dom, 18 febbraio 2018 04:49:33 +0000
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Chiedo aiuto, sono a Palermo e non so come andare avanti, è successo da 4 giorni

(47) la stanza del figlio
lun, 28 agosto 2017 10:40:10 +0000
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Cara Elena, non poteva esistere più bella dichiarazione di amore di quella che hai fatto tu. "la tua tenerezza"!....... non ci sarebbe nient'altro da aggiungere ma il tuo cuore ha bisogno di carezze, ora sei tu che hai bisogno di tenerezze. Non ti crucciare se non l'hai accompagnata, forse lei stessa non ti avrebbe voluta per risparmiarti quel momento. Avete litigato? Bene, vuol dire che il vostro rapporto era sano, perché quando non si litiga qualcuno mette dentro e cova e questo non alimenta un buon rapporto. Ti senti smarrita e non sai cosa fare? Mettiti ogni giorno seduta in silenzio, ferma i pensieri e ascolta solo il tuo cuore attraverso il quale lei ti parlerà e ti indicherà la strada.Calma il tumulto dentro di te altrimenti non riesci a sentirla. Scrivimi ancora, se vuoi anche alla mail. Tvb, baci, Luciana

(46) elena
sab, 26 agosto 2017 12:43:57 +0000
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non ero presente quando la mia tenerezza mi ha lasciato la sua stanza era piena di infermieri del 118 medici che non mi hanno permesso di entrare ma io ero sicura che ricoverata sarebbe sta meglio invece quando sono arrivata mi hanno fatto vedere lei nel lettino con un lenzuolo bianco aveva il petto nudo e lei è molto chiusa allora l'ho coperta con la giacca del pigiama che avevo portato con me cosa ho vissuto on posso dirlo con le parole lei era la mia ragione di vita lei è tutto per me non riesco a controllare il dolore il mio unico pensiero è andare da lei dalla mia tenerezza lei è sempre stata nel bene e nel male la mia ombra non ha lasciato mai la mia mano nemmeno quando poteva farlo 47 anni insieme il suo cuore ha ceduto ed io sono qui a chiamarla il dolore bette forte nel petto ed io adesso aspetto di andare da lei niente ha più importanza per me vorrei solo sapere se mi ha perdonata per non essere stata lì in quel momento vorrei chiederle perdono se negli ultimi tempi abbiamo litigato vorrei chiederle perdono se ho permesso che lei andasse via adesso io che faccio?

(45) la stanza del figlio
lun, 8 maggio 2017 16:18:55 +0000
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Cara Daniela, hai tutte le ragioni del mondo ma Vanni non aveva certo voglia di lasciarvi. Queste cose succedono e basta, lasciando nella disperazione chi resta.Tuo marito vive il suo dolore a modo suo, come fanno tutti i papà e non è detto che il suo dolore sia meno intenso del tuo, anzi, ma è diverso. Non è vero che non hai più nessuno, Vanni ha lasciato una vita che sta crescendo in un grembo dove lui l'ha depositata con amore. Devi vivere anche per quella vita, per quel dono che lui ha lasciato a tutti voi rendendovi ricchi a vostra insaputa.Se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo che appare in alto sulla pagina. Ti abbraccio forte e tvb, Luciana

(44) daniela
lun, 8 maggio 2017 09:27:32 +0000
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Buon giorno sono una mamma disperata il 9 giugno 2016 mio figlio Vanni di 30 anni sposato da poco aspettava anche una bambina è andato a letto e non si è più svegliato i medici non mi hanno dato nessun responso io lavoravo con lui non ce la faccio voglio morire cosi lo raggiungo ho mio marito ma mi sento sola perchè lui reagisce in un'unaltro modo mi sento sola gli amici ti evitano perchè non sanno cosa dirti ....... ma che vita è avevo solo lui un figlio meraviglioso adesso solo deserto

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