Una stanza piena di sogni!

Il sogno raccontato dai genitori dentro”la stanza del figlio” durante il lavoro di gruppo per l’elaborazione del lutto deve essere considerato un racconto “muto” che di solito la mamma ma spesso anche i papà fanno ai loro compagni di viaggio, una speciale diapositiva a colori della loro anima, che non può minimamente essere raccontata a parole….perché non si può descrivere con le parole una melodia, il brivido di una emozione, il turbamento di un sogno! Il sogno in questo caso va inteso come uno spaccato di vita che ci mostra un disegno dell’anima di fronte al quale ci si rende conto che altri alfabeti e altre lingue dovrebbero essere inventati per trasmettere quel groviglio di emozioni che vi si accalcano dentro. Il sogno, qui, all’interno di questa stanza, viene vissuto come quelle pagine disegnate a colori, disseminate qua e là dentro i libri della nostra infanzia: lucide, colorate, misteriose e affascinanti. Speravamo sempre che fossero tante ed erano le pagine che sfogliavamo per prime, perché ci rapivano con il loro messaggio misterioso: le guardavamo a lungo, cercando di anticipare ciò che il libro alla fine, ci avrebbe detto.
Ogni sabato, nei nostri incontri, tante mani si alzano per segnalare che c’è stato un sogno e che deve essere interpretato. I genitori che frequentano l’associazione si sono resi conto che il sogno, oltre alla gioia immensa che regala loro permettendo di rivedere il proprio figlio, nasconde anche un’informazione preziosa. Dice, se ben interpretato, a che punto del cammino il genitore si trova, quali sono i suoi crucci e quali difficoltà sta affrontando. Naturalmente interpretare un sogno non è semplice, e non è accessibile a tutti. Occorre una predisposizione a muoversi nel mondo delle immagini, delle metafore, staccandosi dall’arido contesto del 2+2=4. Nel sogno niente è così, bisogna seguire una via sconosciuta e fare affidamento sulle proprie risorse. Naturalmente non finirò mai di ringraziare il mio maestro che per primo si è accorto che possedevo le qualità necessarie per muovermi in questo mondo sconosciuto e mi ha aiutato a tirarle fuori. Mai avrei immaginato che le avrei adoperate per aiutare i genitori che hanno subito la violenza più atroce che si possa immaginare.
Laura, una donna che anni fa ha perso un figlio suicida poco prima di Pasqua ha esordito così:” Vorrei tanto raccontare un sogno ma non so se posso perché non è il mio ma di mio figlio( che attualmente vive con la sua compagna non molto lontano la lei)Non credo che abbia un significato ma mi ha turbato. Ho sognato che veniva a trovarmi e io gli aprivo la porta contenta, anche perché aspettavo proprio che fosse solo per poter parlare più liberamente tra di noi. Lui ha il suo cane tre la braccia e me lo consegna come fa di solito perché io gli faccia le coccole ma cosa strana, il pelo del cane era diventato tutto bianco…non era così nella realtà”
Il pelo del cane che improvvisamente nel sogno era diventato bianco rappresenta la paura di questo ragazzo che la madre invecchi, anzi ne sta vedendo i segni nella realtà. Lui ha paura perché già ha perso un fratello, il papà e nel sogno la mamma coglie l’angoscia di suo figlio nel vederla invecchiare e la paura della solitudine. Sono bastate queste parole perché lei si sia resa conto di quanto stia soffrendo suo figlio e subito si è attivata per cercare di fargli sentire il suo calore e la sua vicinanza, più di quanto non abbia fatto finora.
Vi abbraccio tutti con grande affetto e vi auguro il sogno che desiderate di più che, lo so, è sempre quello e non potrebbe essere diversamente.

Luciana Orsatti

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