“Ma che freddo fa…..”

“Ma che freddo fa…..”
” Finalmente ho visto mio figlio nel sogno così come era nella realtà ultimamente.Alto, robusto, con quei suoi muscoli che lo rendevano orgoglioso e che gli piaceva esibire mettendo sempre magliette che esaltavano la sua figura. Che emozione che ho provato, rivedermelo così, come se niente fosse successo, come se fosse un giorno qualsiasi della m…ia vita…anzi meglio di quella mia vita precedente! Mi viene incontro e io aspetto di poterlo abbracciare ma lui mi saluta frettolosamente perché è come se dovesse andare via. Io non faccio in tempo a rimanerne dispiaciuta perché invece mi preoccupo di lui, del suo benessere e avendolo visto vestito leggero mi affretto a dirgli di mettersi un maglione, perché fa freddo. Lui però mi risponde che dove va lui non c’è bisogno, perché fa caldo.”
Il sogno che questa donna racconta getta una luce sul suo stato d’animo in subbuglio, perché anche se sono passati alcuni anni da quella terribile notte dell’incidente, in questi giorni ricorrono, a catena, il suo compleanno e l’anniversario della sua morte. Il saluto frettoloso che il figlio le fa racconta come il tutto sia accaduto troppo in fretta, al rammarico di non avergli potuto dire niente prima di vederlo sparire definitivamente dalla sua vita, a tutte quelle cose che invece si accumulano nella sua mente, a quei discorsi muti che lei fa quando resta sola a casa e apre l’armadio per rubare il profumo dei suoi abiti. e poi.. anche la cerimonia funebre conclusasi troppo in fretta, a quelle persone che troppo in fretta l’hanno caricato i macchina per portarlo via, mentre lei avrebbe voluto rimanere ancora un po’ con lui, a quella notte trascorsa insieme a lui all’ospedale, anch’essa volata troppo in fretta.
Lei è smarrita e mentre la macchina si allontana sempre di più lei si chiede: ma dove va? perché non posso andare con lui? Lui, senza di me, si sentirà solo e spaurito,potrebbe sentire freddo e se ci fossi io potrei dargli un maglione! Il freddo, naturalmente, è quello che lei stessa sente dentro il suo cuore, perché privata del calore che solo la presenza di un figlio può fornire! Ma allora che fare, per non cadere nella disperazione più profonda? La famiglia ha bisogno di lei anche se da quel momento in poi lei funziona a metà, ma non può smettere di funzionare. Allora la mente le viene in soccorso, l’aiuta a raccogliere come fa uno spazzino con la ramazza quei pezzi di frasi che ha sentito pronunciare da parenti ed amici che maldestramente volevano consolarla. Frasi fatte, senza un contenuto emotivo. Lei le riacchiappa a volo come farebbe un sub che è rimasto a corto d’aria e all’improvviso vede il tubo dell’ossigeno, e si sforza di pensare che lui è andato a vivere in un luogo dove non si ha bisogno di niente, e tantomeno di un maglione perché lì fa sempre caldo…
Quando racconta il sogno, però, questa mamma si emoziona, trattiene a stento le lacrime, vorrebbe gridare che non crede a una parola di ciò che ha appena detto, vorrebbe smentire tutto e vorrebbe gridare tutta la sua amarezza, il suo dolore, per non poter più accudire suo figlio, e sente tutta la crudeltà del mondo che gli impedisce di dare un maglione soffice e caldo a quel figlio che le sta dicendo di sentire tato freddo. “Non è giusto, però” , conclude amaramente!
Dedicato a tutti i genitori che hanno perso un figlio,con l’affetto di sempre Luciana Orsatti
Il sogno è tratto dal mio libro”Buongiorno, giorno!”

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