“Ti prego, dammi la mano e aiutami a rialzarmi!”

“Ti prego, dammi la mano e aiutami a rialzarmi!”
“Ho sognato di essere nella stanza di mio figlio e mi aggiravo muta e sconvolta tra quei mobili che da quel giorno, sembrano diventati di pietra, muti e freddi.Ero triste e gli occhi mi si stavano riempiendo di lacrime quando mi sembrò di scorgere in un angolo,un po’ raggomitolate e confuse,due figure. Mi è parso di ricono…scere i miei genitori. Mia madre era più giovane, mentre mio padre era quasi sdraiato a terra e per potersi muovere era costretto a strisciare sul pavimento. Mia madre cerca di tirarlo su prendendolo per un braccio ma fa tanto sforzo. Io li guardo e penso: ma guarda, lei sta tanto male eppure è lei che aiuta lui…”
Prima di fare qualsiasi considerazione è bene chiarire che la coppia che appare nel sogno e che lei indica come i suoi genitori sta a rappresentare la coppia stessa che ha perso il figlio, cioè lei si riferisce a lei e a suo marito e al vissuto doloroso che li accomuna. La chiave di lettura del sogno sta proprio in quella frase finale dove lei riflette sul fatto che, pur stando tanto male, in fondo è lei che sta aiutando suo marito.
Il sogno è bellissimo perché dopo averlo raccontato questa mamma si rivolge al gruppo che l’ha ascoltata con attenzione e dice:”Come mamma ho sempre pensato di stare più male di tutti, anche di mio marito. Oggi che sto molto meglio grazie al lavoro che ho fatto insieme a voi, mi accorgo invece che sono io che aiuto lui che in fondo sta molto peggio di me. Questa cosa la dobbiamo tenere presente quando pensiamo ai nostri mariti.La mamma che perde un figlio, me compresa, per un lungo periodo, si concentra su si sé, si chiude, si isola, si raggomitola intorno al suo dolore e non permette a nessuno di entrare. Il papà, invece, vorrebbe tanto il suo appoggio per poter sopportare la sua sofferenza, per poterla condividere e dimezzare come avevano sempre fatto quando si erano trovati in difficoltà. Questa volta però non è così, lei è sorda ad ogni sollecitazione nella falsa convinzione che il suo dolore è di gran lunga più grande di quello del suo compagno. E invece lui, il papà, che viene rappresentato come il forte, quello che nonostante tutto ha ripreso da subito a lavorare, quello che vorrebbe ricominciare a fare una vita sociale, che sembra essere incurante della disperazione della moglie, quello che vorrebbe perfino riprendere i rapporti sessuali con la moglie,quello che in fondo vorrebbe far rientrare la vita in casa e poter continuare ad andare avanti con dignità, anche a nome degli altri figli, ebbene questa specie di “mostro” come spesso viene vissuto da noi mamme che ci affacciamo al gruppo, alla fine viene descritto per quello che realmente è: un uomo talmente provato dal dolore che non ce la fa nemmeno a stare in piedi, che letteralmente striscia per terra, ma che comunque rimane a fianco della compagna nella speranza che prima o poi si possa accorgere di lui e possa tendergli la mano per aiutarlo a camminare di nuovo a fianco a lei”
Grazie per avermi ascoltata, Luciana Orsatti.
Il sogno è tratto dal mio libro”Buongiorno, giorno!”

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