Il silenzio dei papà

Le feste sono finite, i clamori man mano si spengono e i cuori dei genitori in lutto per la perdita del figlio piano piano tornano al loro posto. Sì, perchè durante quei giorni di luci, ghirlande,pacchetti, vocii e risate, loro, i cuori, si erano trasferiti altrove, silenziosamente e rincantucciati da qualche parte aspettando di poter tornare al loro posto anche se avevano subito ingenti perdite, comunque erano più poveri di pri…ma.
In mezzo a questo trambusto silenzioso ma eloquente si leva una voce, la voce di un papà che sembra venire da tanto lontano ma che invece io conosco perchè, come tutti i papà frequenta il gruppo saltuariamente, mentre la moglie non manca mai. Succede sempre così. Lui, Sergio, mi racconta un sogno, sintetico e scarno come sintetici sono i contributi dei papà, questi super eroi che sanno stare al loro posto, a tenere sulle spalle la famiglia e provvedere che non crolli ciò per cui tutti insieme hanno lavorato tanto.
” Ero solo in casa, ma mi sentivo una strana inquietudine, come se aspettassi qualcuno che non vedevo l’ora che venisse. Ad un certo punto alzo gli occhi al cielo e vedo mio figlio. Che gioia che ho provato, rivederlo così come lo avevo lasciato due anni fa, con il giubettino da motociclista che lui amava tanto. Lui mi si rivolge con dolcezza e mi dice: vieni, papà, vieni da me. Ed io gli dico: ma come faccio? Io non posso raggiungerti, sei troppo lontano, poi tu lo sai, ho difficoltà a muovermi, ma lui: non ti preoccupare, preparati che ti mando giù un seggiolino, tu ti ci siedi ed io ti faccio arrivare da me. Sento intanto dei rumori come se davvero lui stesse preparando qualcosa per me e addirittura sento il rumore di qualche moneta che si inseriva da qualche parte. Dunque, pensavo, è vero, lui davvero sta per mandarmi giù qualcosa su cui posso salire e in effetti di lì a poco vedo scendere dal cielo un seggiolino, come quello delle giostre, ben tenuto ai lati dalle catene. Sono strafelice, finalmente posso andare da lui ma per quanti sforzi facessi non sono riuscito a sedermici e mi sono svegliato con il cuore in gola per lo sforzo”.
Sergio racconta nel sogno che era il figlio che lo invitava a salire da lui ma in realtà è lui che non desidera altro che andare da suo figlio, il suo unico figlio e rimanerci per sempre. Questo pensiero è nel cuore di tutti i papà ma loro, a differenza delle mamme,non ne parlano,e sono certa che se Sergio avesse lontanamente intuito cosa significasse il suo sogno non l’avrebbe raccontato.Grazie Sergio per il tuo prezioso contributo e grazie a tutti i papà che io adoro perchè fanno fatica ad esternare i loro sentimenti ma soffrono ferocemente in silenzio.
Un forte abbraccio Luciana Orsatti.

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