Dalle Associazioni: La stanza del figlio apr 2004

Dalle associazioni (Anno IV – numero 1 – aprile 2004)

LA STANZA

“Quando si perde un figlio si sprofonda nel vuoto. Il dolore anestetizza i sensi e la solitudine è l’unica compagna di tante giornate che non hanno più un senso.

Le coppie scoppiano, gli altri figli si sentono abbandonati. Pensiamo di farcela da soli, invece abbiamo bisogno di aiuto, di parlare del nostro dolore per poterlo affrontare ogni giorno”. È la testimonianza di una madre pescarese che dodici anni fa ha perso il figlio in un incidente stradale. La signora, mamma di un altro bambino, insieme al marito si è rivolta all’associazione genitori in lutto  “La stanza del figlio”

per ricevere conforto alla disgrazia che ha colpito la sua famiglia. La coppia pescarese ha trovato altre venti famiglie che hanno avuto la stessa esperienza e seguito lo stesso percorso.

Dal 23 dicembre 2002 le madri e i padri di tanti giovani che sono morti in circostanze diverse: suicidi, incidenti stradali, malattie, si riuniscono settimanalmente nella sede dell’associazione di via Milano n. 75 e, insieme, affrontano quel dolore che non ha confini e non ha fine. L’associazione “La stanza del figlio”, che trae il nome dal film di Nanni Moretti, è diretta da Luciana Orsatti, psicologa e socio fondatore dell’Istituto Psicoanalitico abruzzese, approdata, dopo anni di insegnamento, alla psicoterapia con indirizzo  psicodinamico. Al tirocinio in una struttura ospedaliera, a contatto con giovani pazienti gravemente malati, la Orsatti avverte naturale il passaggio al sostegno delle famiglie colpite dalla perdita prematura degli affetti più forti in contesti sociali difficili dove alla sofferenza, spesso, si aggiunge il peso delle difficoltà economiche e della solitudine. “L’associazione – spiega la Orsatti – nasce con l’obiettivo di assistere e sostenere il difficile percorso psicologico e umano di quanti hanno conosciuto il dolore di una perdita così sconvolgente. Ci proponiamo di riempire un vuoto nella nostra comunità, offrendo ai genitori colpiti da lutti precoci, a prescindere dalla loro condizione socio economica e dal loro credo religioso, uno spazio in cui possano sentirsi accettati e compresi”.

La “Stanza del figlio” è dunque “un luogo in cui ciascuno si impegna ad aiutare l’altro rafforzando la consapevolezza che non si è soli e superando il senso di non appartenenza e di isolamento sociale”.

Nella sede dell’associazione nascono progetti concreti per aiutare le famiglie in difficoltà. “Alle ragioni del sostegno psicologico – prosegue il presidente Orsatti – l’associazione ha deciso di affiancare un’azione incisiva per l’affermazione dei diritti delle famiglie colpite da lutti tanto gravi e per modificare alcune disposizioni di legge che finiscono per gravare ancor più su chi ha già tanto subito.

A tal proposito stiamo lavorando affinché a questi genitori sia accordato un permesso di dieci giorni, anziché i tre attuali, e inoltre, ai lavoratori colpiti da lutti precoci e che ne avvertano il bisogno, sia concesso di fare istanza di un periodo di aspettativa di sei mesi in modo da sentirsi accolti da una società più umana, in grado di comprendere il dolore e saper porgere una mano  solidale”.

L’equipe de “La stanza del figlio” è  composta da psicologi, medici, ma  soprattutto semplici cittadini che si sono imbattuti in questo tipo di lutto e hanno trovato la forza di farsi aiutare. “Il lutto – spiega la dottoressa Orsatti – è una  esperienza così spesso vissuta ma così poco trattata, studiata o discussa perché di fronte alla morte”.

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