Tra le pieghe di un grande dolore!

Perdere un figlio fa male, molto male al punto che non ci sono parole per descrivere tale sofferenza. Sembra che l’anima si raggomitoli e si nasconda in un angolo sperduto di ciò che è rimasto della vita precedente. Ma un genitore non sa e mai avrebbe potuto immaginarlo che nascosto tra le pieghe di quel grande dolore ne esiste ancora un altro,che per fortuna, se così si può dire, non tocca tutti ma solo una categoria. Sto parlando di quei genitori che dopo essere sprofondati dentro le viscere più profonde della terra tentano di risalire pensando che il figlio non è che è andato via del tutto, ha lasciato qualcosa di sè, un figlio. Ecco un lumicino si riaccende, una speranza, una ragione per non morire. E invece….. Poche volte succede che quella speranza e quel lumicino vengano alimentate da un soffio benefico e facciano un pò di luce nella notte buia del dolore.Grande invece è la delusione quando la nonna si accorge che non può vedere il nipotino quando vuole e grande è la sofferenza quando se prova a lamentarsi le viene risposto di non interferire nei fatti che non la riguardano più. Ma come, il bimbo è il figlio di mio figlio e non lo posso vedere nemmeno crescere.E’ davvero straziante il racconto di queste nonne, mentre i nonni si comportano come quando hanno perso il figlio: ingoiano il dolore come fosse un pacchetto ben chiuso e lo fanno cadere in fondo all’anima. Non lo aprono, perchè secondo loro la vita deve continuare fino a quando un giorno si accorgono che c’è qualcosa che non va, che il cuore batte troppo veloce e che quel pacchetto non è rimasto immobile ma ha cercato in tutti i modi di farsi sentire, che sta diventando pericoloso, che si è avvicinato troppo al cuore!La nonna invece, come è stato per il figlio piange, si dispera, chiede il perchè e lo fa anche con la nuora, ma il muro è massiccio e la breccia che qualche volta si apre è sempre troppo provvisoria.Che disperazione. A volte quando la nuora concede di far vedere il nipotino alla nonna le raccomanda di togliere dalla casa le foto del figlio e di non mettersi a raccontare della storia del suo papà visto che ora lei ha anche un compagno. La nonna accetta, pur di rivedere per un attimo quei lineamenti che le raccontano tante cose e la consolano un attimo. Ma niente deve trasparire perche mai il bambino viene lasciato solo, di solito a far la guardia di un amore c’è sempre lei o eventualmente il suo compagno. Nel post recedente ho trattato questo argomento ma i nonni hanno avuto paura di commentare. Molti mi hanno scritto in privato ma anche con questa modalità hanno avuto paura di essere identificati e soggetti a ritorsioni.Un amore perso per sempre e uno forzatamente occultato, c’è qualcosa che non va. C’è qualcuno che vive il dolore per la morte del compagno in un modo sbagliato e avrebbe bisogno di aiuto.C’è qualcuno che crede che allontanando il figlio dai nonni paterni lo protegga e non si rende conto che gli ruba un pezzo di storia di cui un giorno il figlio le chiederà conto.L’amore non si può dividere a pezzi e occultarne qualcuno, un giorno diventerà un fiume in piena e i pezzi si rimetteranno in fila.Cari nonni,non vi aspettavate che ciò vi succedesse, dopo quel terremoto causato dalla morte di vostro figlio ma non arrendetevi. Cercate sempre una strada, tentatele tutte,pensate che anche dall’altra parte c’è qualcuno che soffre anche se lo fa in modo sbagliato. Forse un giorno capirà e voi sappiate aspettare. Cè una pubblicità di un telefono che mi piace moltissimo e che dice più o meno” Nonni, andiamo, non abbiate paura del lupo, ora è diventato buono!” Il telefono è un mezzo di counicazione che mette in contatto le persone, vi auguro che anche il vosto “lupo” diventi buono e che voi possiate addentrarvi nel bosco intricato dell’amore, senza più paura!

Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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