Natale 2019

Caro Natale, come si fa? Siamo disperati e a nulla sono valsi gli sforzi per comportarci come persone “normali”.Tra poche ore busserai alla nostra porta e non ci sarà tempo nemmeno per decidere se aprirti o no perchè sei già dentro.Ormai lo sappiamo che è così e abbiamo già indossato i nostri abiti da marionette e riposto l’anima in un cassetto, sempre quello, lo stesso di sempre, il suo, quello dove nascondeva le cose che noi non dovevamo vedere. Ecco anche l’anima sta bene lì.Noi caro Natale ci comportiamo sempre male con te; quando sappiamo che si avvicina la tua visita ci mettiamo di cattivo umore e vorremmo sbarrarti la porta. Eppure tu sei stato sempre leale con noi.Nonostante la brutta accoglienza ogni anno ci “hai chiesto l’amicizia”  e puntualmente hai ricevuto un rifiuto.Tu non sei mai fuggito offeso, nè ti ha fatto paura entrare a contatto col nostro dolore. Se ci pensiamo, quante persone, gli amici o pseudo amici di prima, si sono dileguati con una scusa, dicendoci che in fondo si allontanavano per il nostro bene, per non farci soffrire. Tu no, tu non ci hai mai abbandonato e forse noi non abbiamo mai capito la tua lingua, come fosse straniera perchè tu non adoperi le parole ma smuovi i sentimenti, li fai risalire in superficie, li vorresti accarezzare con le tue dolci melodie che noi scambiamo per offese. E invece sei di tutti,  tu sei capace di stare con noi e nello stesso tempo di volare altrove, a fare una carezza a tutti i fratelli dei nostri figli che ancora soffrono nelle corsie più feroci degli ospedali, tu entri nelle loro stanze con qualche lucetta o pacchettino colorato e il tumulto del loro cuore si placa e il ricordo di te in altre età li rasserena, almeno per un pò. Ti siedi accanto ai letti di quei bambini molto piccoli che nonostante le bugie che vengono loro raccontate già “sanno”,eppure alla tua vista ti accolgono e vorrebbero che tu non andassi mai via per paura che su quella sponda su cui tu ti sei seduto torni ad accomodarsi quel mostro che sembra contare i loro respiri. Tu percorri strade e autostrade, lasciando vicino a qualche scarpa una tua carezza, un nastro colorato e stropicciato, che forse avvvogeva un pacchetto regalo, che qualcuno raccoglierà come se fosse un segno importante lasciato loro dal figlio e lo conserveranno per sempre! In fondo noi non siamo arrabbiati con te ma con la leggerezza che ti porti addosso e che regali a piene mani. Noi  pensiamo che siccome i nostri figli non possono godere più della tua presenza nemmeno gli altri lo devono fare, i genitori per primi e ti offendono rifiutandoti in malo modo. Ma “gli altri?” I figli rimasti? Noi li ricopriamo di regali ma col nostro atteggiamento li puniamo ferocemente. E’ come se dicessimo loro  “dimenticate la parola felicità'”.Ma noi non vogliamo questo e tu Natale, lo sai. Dobbiamo solo ritrovare la via della consapevolezza e del buonsenso che dia un calcio alla disperazione che si è impadronita di noi.  “Come sei bella stasera, mamma”mi sono sentita dire l’altra sera da mia figlia. Mi ero vestita colorata e mi ero anche leggermente truccata per andare a cena con un gruppetto di persone.Questa frase, nella sua semplicità, mi ha spiazzata ma mi ha anche riaperto una porta che da allora avevo chiuso a doppia mandata.Chissa che Natale non abbia contibuito a dare quella spallata e comunque sono stata felice, per la prima volta da quel giorno!”
Buon Natale a tutti!
Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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