Natale 2018

Natale! Che dire di questo giorno, ora che lo sentiamo dietro la porta,pronto ad entrare! L’abbiamo amato, quanto l’abbiamo amato quando tutto era bello, quando sentivamo il profumo del muschio e quell’odore dolce e confortevole che emanava l’abete e soprattutto quando eravamo tutti. Non lo possiamo dimenticare e non vogliamo farlo, è il nostro patrimonio di ricchezze che ci portiamo dentro. Poi l’abbiamo odiato, quanto l’abbiamo odiato, l’abbiamo detestato dal profondo dell’anima perchè l’abete se mai c’era ancora non profumava più e il muschio dentro di noi era appassito insieme ai nostri progetti di una vita sognata insieme, per costruire insieme, per ridere insieme.Poi ci siamo accorti che nonostante tutto la vita ci scorreva a fianco inarrestabile come un fiume e abbiamo avuto paura, quella corrente che correva spedita verso la sua direzione ci stava minacciando, almeno così labbiamo sentita, di trascinare via tutte quelle cose che ci erano rimaste e che noi avevamo accantonato e ammucchiato come si fa con le cose che pensiamo siano ormai inutili.Ci siamo guardati intorno e abbiamo gridato” no, non ti permettiamo di toglierci ancora! Sì,è vero, ci era sembrato di non avere più niente, ma ci siamo sbagliati. Abbiamo intorno ancora la luce di tanti sorrisi che attendono di sentire di nuovo il profumo dell’abete e il velluto del muschio tra le dita!”E allora, anche se nel sottofondo dell’anima la rabbia non ne vuol sentire di essere sfrattata, ci siamo rimboccate le maniche, sì l’albero si fa e sarà un albero nuovo ma con appesi i sentimenti di sempre, di quando cioè eravamo tutti.Abbiamo rovistato nelle buste, utilizzato vecchie palline ma aggiungendo nuovi addobbi fino a quando ci siamo accorti che nel fondo della vecchia scatola conservata e infiocchettata c’era una bustina, ci sembrava come quelle che contenevano le letterine di Natale che la maestra ci faceva scrivere per i nostri genitori. La busta era chiusa eppure quante volte l’avevamo presa tra le mani e poi ributtata nel fondo tra le cianfrusaglie. Perchè non l’avevamo mai aperta? Per distrazione, per dimanticanza? No, niente di tutto questo, non la volevamo leggere, non era ora, non eravamo pronti. E invece adesso la possiamo aprire e leggere ciò che sapevamo già. E’ una lettera di “licenziamento”, di quelle che tutti quelli che lavorano temono di ricevere. Invece no, questa volta abbiamo potuto comprendere fino in fondo ciò che “qualcuno” voleva farci sapere. Quel qualcuno ci invitava a riflettere: avete lavorato benissimo come genitori, per tanti anni o per pochi non importa la quantità, vale la qualità. Ora quel lavoro non l’avete perso, non è stato inutile, mettetelo in uno scrigno, come si fa con le cose preziose e trovategli un posto al centro della vostra anima e incominciate un nuovo lavoro, con i miei fratelli che non aspettano altro o con chiunque vi ricordi che ha bisogno di ciò che ho ricevuto io da voi. Ogni volta andate ad attingere nello scrigno, ci troverete tutte le risposte ai vostri dubbi e l’incoraggiamento ad andare avanti, ma soprattutto ci troverte me che ogni volta vi ricorderò che il vostro lavoro anche se si è esaurito continuerà sotto un’altra forma e credetemi sarà come un balsamo per la vostra anima.Buon Natale,anzi Buon Nuovo Natale!

Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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