Marco….for ever

Te ne sei andato, in una notte di agosto, splendida e traditrice, testimone impotente di un dramma che si è consumato in un attimo mentre le stelle restavano a guardare, mute e incredule.Mancavano pochi giorni al tuo primo stipendio, del tuo primo lavoro, dopo un iter scolastico fatto con impegno e passione per diventare lo schef dei tuoi sogni. Eri partito per quella splendida località montana e non credevi ai tuoi occhi.Qui tutto bello, ci dicevi e noi a fare il tifo per te. Siamo certi che nella tua mente avevi già impegnato il tuo primo stipendio, conoscendo la tua generosità, sicuramente regali per tutti. Non avresti tenuto niente per te, ma che importa c’era un altro mese in arrivo e invece quel maledetto settemre per te non è mai arrivato, perchè tu ti eri già incamminato tra quelle montagne che tu amavi tanto, nel silenzio di quella notte.Poi la nostra folle corsa a divorare centinaia di chilometri nella notte calda e vacanziera di agosto.Sapevamo, anche se nessuno ce lo aveva detto ma speravamo di raccogliere almeno il profumo del tuo ultimo respiro,catturare quel tuo ultimo pensiero che è stato senz’altro per noi,per poterlo custodire nel nostro cuore per sempre. Macchè,Marco , sei stato più veloce di noi, come sempre, e hai lasciato un fantoccio al posto tuo. No, no, non è Marco quello, ci siamo detti, anche se una piccola folla di turisti e soprattutto gli addetti alla cucina dell’hotel ce lo confermavano ad ogni istante. Non ricordiamo quello che abbiamo fatto dopo quel terribile momento, forse abbiamo vagato anche noi tra quei monti in cerca di te. Non può essere sparito così, forse stasera torna, ed è stato tutto un sogno. E invece non sei tornato, e noi prima di ripartire abbiamo voluto salutare quella cucina dove la sera prima avevi preparato la cena per gli ospiti. Su un mobile un pò defilato abbiamo notato un enorme ciambellone, di quelli che profumano tanto di Abbruzzo e di casa, era per la colazione dell’indomani, quando tu già non c’eri più.Abbiamo accarezzato le pentole che avevano ancora dentro il profumo delle tue mani e abbiamo catturato dentro gli occhi azzurri di una ragazza bionda e straniera, ancora col grembule arrotolato in vita,la tenerezza di un sentimento che vi stava legando. Oddio, ma che ci facciamo noi qui?Perchè? Il riconoscimento…ma il riconoscimento di chi?Un figlio non si può riconoscere, non si conosce nemmeno, un figlio è una parte di te, un figlio sei tu stesso. Siamo tornati a casa e ti abbiamo cercato in ogni stanza. Ma dove ti sei nascosto? Basta adesso, lo scherzo è finito.Invece non finirà mai perchè non è uno scherzo. Ci stiamo facendo aiutare, Marco, te lo volevamo far sapere, perchè non ce la facciamo da soli a sopportare il dolore della tua assenza, e tu lo sai.E’ venuto a mancare una parte fondamentale di noi,quella che teneva tutto in equilibrio. Dobbiamo imparare a camminare di nuovo, in un altro modo, ma è difficile, come si fa, ci si chiede troppo. Sai l’istituto alberghiero De Cecco di Pescara, dove tu hai studiato e al quale abbiamo donato un defibrillatore a tuo nome, ci ha invitati per una piccola cerimonia e ci ha anche mostrato una cucina che porta il tuo nome. Noi siamo andati ma eravamo lì solo fisicamente, non potevamo vedere scritto su una targa “Marco De Nino, giovane schef”.Noi volevamo che ci fossi stato tu al posto di quella targa ma poi per restare in piedi abbiamo dovuto pensare che eri tu che ci mandavi quel defibrillatore, quella macchina cioè che fa ripartire un cuore quando questo decide di fermarsi e i nosti tre cuori quella mattina erano sì al loro posto ma solo per farci compagnia, non per farci vivere. Grazie Marco che ieri a modo tuo ci hai fatto capire che abbiamo bisogno di una scossa per ricominciare a vivere senza di te. Anche il Centro, il nostro giornale locale, ti ha dedicato un articolo intitolato:l’ultimo regalo di Marco: un defibrillatore per l’Istituto Alberghiero. Grazie, grazie ancora per l’attenzione riservata a Marco ma permetteteci di dissentire:quello non è l’ultimo regalo di Marco, per noi è il primo di una lunga serie, che accompagnerà ognuno di noi per tutta la vita. Saranno tanti e tanti i doni che ci farai recapitare, il più delle volte non ce ne renderemo nemmeno conto, ma sarà grazie a loro che potremo continuare a vivere.

Mamma, papà e la tua adorata sorellina.

Con Affetto Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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