Ma che gente siamo noi?

” Ciao, ma come ti sei dimagrita… non stai bene? “L’incontro avviene al cimitero dove “la gente” dopo aver fatto una rapida puntata da qualche parente, così, sennò pare brutto, comincia a passare in rassegna le foto di quei ragazzi, giovani e belli o di quei bimbi innocenti e non per unirsi idealmente a loro e riflettere sulla brevità della loro vita, sulle sofferenze che il più delle volte hanno dovuto subire ma per curiosare come si comportano i genitori.Si aggirano schiamazzando nei loro abiti sgargianti come se stessero visitando una galleria d’arte, ma ahimè quella non è una mostra, non è uno spettacolo, ma la gente non lo sa o non lo vuole sapere. ” Eh sì ormai sono passati tanti anni ma tu vieni sempre e i fiori sono sempre bellissimi e freschi.Per il resto come va?” Ma quale resto? Nella vita di chi ha perso un figlio non c’è resto, non avanza niente perchè è tutto occupato dal dolore, ogni angolo dell’anima, ogni anfratto della mente ma la conversazione, anzi il monologo continua perchè quella mamma non ha parole da pronuciare.” Sai ricordo come se fosse ora l’incidente di tuo figlio avvenuto tanti anni fa in terra straniera….chissà quante volte ti avrà invocato e tu non c’eri!”Lei, dignitosa, è riuscita a rimanere in piedi, mentre il marito la trascinava lontano da quell’inferno, verso l’uscita.Ma che gente siamo noi? Non è vero che non si sa come comportarsi perciò si dicono parole fuori luogo, la verità è che nessuno si sforza per mettersi nei panni dell’altro. Per una mamma dovrebbe essere facile, la maternità affina la sensibilità, rende addirittura sacri ma di chi stiamo parlando? La mamma che ha perso un figlio e non sa esattamente come sono andate le cose si tormenterà a vita all’idea che suo figlio l’abbia chiamata e lei…non c’era!
Ma che gente siamo noi? Siamo quelli che all’uscita della chiesa dove si sono appena svolti i funerali di un ragazzo si accalcano intorno alla madre e quella che vuole apparire la più carina, quella che si preoccupa davvero di lei le dice” Togliti quei due fili di perle, ma come ti è venuto in mente a metterteli per il funerale di tuo figlio?”Poi si allontana in fretta, perchè ormai si è fatta vedere e ahimè anche sentire e quindi la sua figura l’ha fatta e può tornare ai suoi impegni. Ma lei…la mamma, si mette la mano su quei due fili, quasi a coprirli ma non li toglie, come fa? Non può davanti a tutta quella gente. ” Mi sono sentita come se indossassi solo quelle, e il resto nuda.Io mi sono vergognata a morte della mia nudità perchè mi sforzavo di ricordare che un vestito l’avevo pure indossato ma non lo vedevo, non c’era. Avrei voluto rifugiarmi da qualche parte, forse dentro la bara di mio figlio ma le gambe erano diventate di legno. Ma perchè non mi ha chiesto dove dormi, visto che vivevo sola con lui, non avendo più il compagno? Io le avrei risposto che la sera mi apro un lettino in cucina perchè nella sua stanza non ci posso entrare e mi sto lì tra il frigo e i fornelli, in compagnia delle mie perle che pochi giorni prima lui mi aveva regalato per il mio compleanno”. Ma che gente siamo noi?
Luciana Orsatti

3 Risposte to “Ma che gente siamo noi?”

  1. Antonella scrive:

    Luciana sono una mamma come te ,che ha subito la tua stessa sorte…….se vuoi scrivimi antonellaromani@yahoo.it per adesso ti stringo forte forte

  2. Antonella scrive:

    scusa Luciana ,non avevo capito che sei una moderatrice…………..

  3. Cara Antonella, il fatto che tu “non avevi capito” mi riempie di gioia e mi inorgoglisce perché penso che se succede così e non è la prima volta,vuol dire che so bene interpretare i vostri sentimenti. Scrivimi ancora e raccontami di te, magari alla mia mail che vedi su in alto nel cielo della pagina. Ti abbraccio con tutto il mio affetto, tvb, Luciana

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