L’universo ha detto “basta!”

Ha detto basta ad un popolo che invece di crescere è ritornato nel tempo ad essere bambino. E come si fa con i bambini quando si vieta loro di mangiare qualcosa perchè in quel momento non fa bene e bisogna chiudere a chiave lo sportello perchè  capiscano che non possono farlo, così’ l’universo ha provveduto a chiudere d’ufficio le nostre bocche. Mascherine per tutti. Troppe parole in libertà, troppe chiacchiere inutili, troppi sentimenti aggressivi espressi ma camuffati con vestiti di belle parole.Sì la mascherina dà fastidio, appanna gli occhiali, si dice, ma la verità è che non siamo più abituati a guardare senza parlare, ad usare il senso della vista per capire la drammaticità di un evento. E allora eccoci di fronte alla tv a vedere, finalmente muti, quella sfilata di camion pieni di bare, nella notte,che viaggiano veloci e senza far rumore, quasi di nascosto, come se chi  abita dentro ad ognuno di essi, abbia fatto una vita inutile e allora meglio disfarsi di loro alla svelta. E ancora quelle file asimmetriche davanti ai supermercati,che da lontano sembrano dei fantocci, distanti l’uno dall’altro, con quelle mascherine che coprono una bocca ferita, delusa che non può dire più la sua, che non può elencare tutte le cose che ha e le amicizie importanti che frequenta,perchè solo così si sente che esiste.Sembrano degli  zombie che, come il film di solito ce li presenta, ritornano da luoghi sconosciuti e si aggirano sempre intorno ai supermercati.Che dolore! Scoprire che senza la parola non siamo più nessuno. Sua maestà la parola!E allora si scalpita, si diventa insofferenti, si comincia ad avere fretta. Questa “fase” non ci piace, ci ha fatto diventare tutti uguali, e non può essere mai, noi abituati a presentarci come  i figli di, i fratelli di, costretti a chiedere a qualcuno che non appartine alla nostra cerchia, se ha una mascherina in più perchè non si trovano. No, no,facciamo presto, saltiamo alla fase due, tutto deve ritornare come prima, non vediamo l’ora. La palma esclusiva, il ristorante più caro con tavoli all’aperto perchè chi passa ci possa guardare. Perchè noi siamo…. più, siamo fuori dal gregge. Cari amici ma non avete capito che niente sarà più come prima? Noi, genitori speciali, lo abbiamo capito da un pezzo, anzi da quel giorno e vorremmo tanto dirvi qualcosa in proposito perchè noi siamo…avanti, abbiamo già vissuto la fase uno e vi assicuriamo che non se ne esce, anche se cambiamo i numeri. Questa fase rimmarrà scolpita nei nostri cuori e noi da essa abbiamo imparato che siamo tutti uguali, in quei corridoi disabitati e di un silenzio angosciante abbiamo capito quanto eravamo soli, e che le parole di conforto ci davano proprio fasidio, ci ferivano le orecchie e l’anima. Avremmo voluto solo un abbraccio, sentire il calore di un corpo e forse pensare che fosse ancora quello di nostro figlio. Ma tutti hanno fretta, specie nella fase 1, la più cruenta, tutti corrono per raggiungere quel numeretto, il due e poi anche il tre forse, è una corsa, un veloce allontanarsi da quello scenario che per un attimo ci ha mostrato chi siamo veramente. Non ci è piaciuto, per niente!. Ma noi vi diciamo con tutto l’amore che un cuore che sanguina può offrire che quella fase vi deve guidare, deve diventare il vostro maestro di vita, deve essere il vostro compagno, anzi il vostro miglior amico che sa consigliarvi sulla giusta via da intraprendere, che sa accendere i vostri sensi al di là delle parole inutili.Dalla fase uno deve partire una strada, la vostra nuova vita, percorribile nei due sensi e ogni volta che ad un certo km non trovate quello per cui avete tanto lottato, tornate indietro alla fase uno, al suo scenario,riflettete su ciò che vi ha insegnato e che vi ha spaventato tanto e poi ripartite. Noi abbiamo dovuto imparare, prima di voi e non ce lo teniamo per noi, perchè la fase una ci ha insegnato che siamo tutti uguali e che se ci teniamo per mano senza ipocrisie e soprattutto senza perole inutili, ci sentiremo più veri e meno soli.
Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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