L’attesa e la speranza

Così è scritto, appena si gira l’angolo, su una targa che indica il nome della strada. Si chiama proprio così e la strada è dritta e lunga. Colpisce che non ci siano stradine laterali che vi si immettono, non ci sono incroci, quando la imbocchi vai sempre dritto e non puoi tornare indietro.Su quella strada c’è un fiume di gente in cammino, gente che ad un certo punto della loro vita ha dovuto svoltare un angolo perchè d’improvviso era venuta a mancare la terra sotto i loro piedi e non sapeva che direzione prendere. Quella strada dal nome così accattivante li ha letteralmente rapiti.Sì, perche’ questa folla in cammino attende e spera. Sono tante le cose che attendono e che sperano di ritrovare da un momento all’altro. I giorni passano, le ore scorrono ma l’attesa resta. E se da un momento all’altro me lo ritrovassi a fianco e come nelle fiabe tutto sparisse, la strada, la targa e mi riprendessi la vita che è volata via quel giorno insieme a lui? Bisogna camminare e camminare ma forse tutto questo si potrà verificare e noi non avremmo atteso invano.Questa strada non si trova nel deserto ma ne esiste una in ogni città, in ogni paese ed è affiancata da altre strade dove la vita scorre diversamente. La folla in cammino guarda il traffico che impazza a fianco a loro, riconosce anche i volti di gente che una volta erano amici loro, ma sembra che nessuno li riconosca. E poi quei grappoli di bimbi festanti che bussano ai vetri delle macchine ai semafolri o alle porte di case che si vede benissimo non hanno subito quel terribile terremoto: dolcetto o scherzetto? E anche loro rispondono anche se nessuno ha bussato perchè non hanno più macchine nè case.Per noi nè dolcetto nè scherzetto,grazie lo stesso. Ma quanto costa leggere questa frase scolpita nel loro cuore.Ma perchè non possiamo godere anche noi di queste piccole gioie? Perchè non c’è qualcuno che ci saluta dall’altra parte della strada e ci dice che ci viene a prendere per condividere quegli allegri dolcetti? Siamo rimasti soli, si dicono, mentre camminano con un fardello invisibile sulle spalle. Ma vanno avanti anche se girando lo sguardo da qualche parte più in là, nelle altre strade vedono macchie enormi di fiori colorati e pronti per essere acquistati. Alla vista di quei fiori il cuore subisce un arresto. No, no, non è vero, non li portiamo lì, perchè lì non c’è nessuno che ci è venuto a mancare.E il nome scolpito sul marmo? E la foto? Tutto sbagliato, non è vero niente, oddio perchè non c’è nessuno su quelle strade che si accorga di noi e ci porti un bicchere d’acqua? Siamo rimasti soli ma che importa, continuiamo a camminare, questa lunga attesa non sarà stata invano, ci ripagherà alla fine.Alla fine della strada? Vorremmo che ci ripagasse prima, ne abbiamo diritto,e poi perchè a noi?
Luciana Orsatti della “stanza del figlio”

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