La tana dello spione!

Diventa come un foglio di carta strizzato, accartocciato, scarabocchiato e pieno di macchie l’anima di un genitore immediatamente dopo aver appreso della morte del figlio.Che fare? Sta lì, piazzato nel bel mezzo del petto come un corpo estraneo che toglie il fiato.Passano le ore, i giorni le stagioni e gli anni e quel cartoccio comincia ad ammorbidirsi e a distendersi. I genitori ricorrono a mille espedienti per smussare quegli angoli che graffiano e fanno tanto male:leggono,piangono, si documentano, pregano, frequentano associazioni adatte a loro, insomma tante sono le strade che faticosamente intraprendono pur di non soccombere e lasciare allo sbando gli altri figli, il compagno, se stessi.Nessuno può sapere quanto tempo ci vuole, il tempo per loro non esiste più, quel tempo li ha traditi e questo basta per non averci più a che fare.Poi una mattina si svegliano e stranamente rimangono immobili, non spostano nemmeno un lembo della coperta per tenere intrappolato più a lungo quel miracolo che si è verificato nella notte. L’hanno sognato.L’hanno rivisto come veramente era e nel sogno tutto era reale.Che sensazione di benessere, che felicità, sì il sogno è finito ma loro hanno potuto rivivere momenti di vita come un tempo, quel tempo tanto lontano che pensavano si fosse perso per sempre.E così si apre dentro di loro un’autostrada, che ogni sera,ancora prima che il sonno li avvolga, cominciano a percorrere quasi per invitare il sogno che credono sia lì da qualche parte ad attenderli che loro ci sono, sono venuti all’appuntamento e aspettano.Non sempre si avvera questo tanto desiderato incontro e ne rimangono profondamente delusi ma spesso riescono ad accedere e a godere di quell’incontro sia pure breve, sia pure confuso e un pò ingarbugliato ma loro si accontentano, l’hanno rivisto!Loro lo raccontano se frequentano un gruppo e se c’è qualcuno che li aiuta a decifrarlo meglio. Spesso i genitori non se lo raccontano l’un l’altro nel timore che la loro gioia possa turbare il compagno che invece quella notte non ha potuto godere di quell’ incontro speciale.Nel racconto dei loro sogni però c’è sempre una piccolissima parte, un dettaglio, un immagine, una breve frase che loro da soli non riescono a decifrare. Nel corso degli anni in cui mi sono dedicata all’ascolto di questi genitori raccogliendo anche i loro sogni, ho capito cosa sporcava quel sogno che sembrava così dolce e quasi divino. Ho cercato di spiegarlo loro in modo semplice. ” Nella vostra anima, che voi avete dolorosamente stiracchiato allargadola per toglierle quella somiglianza a un cartoccio scomposto, c’è un angolo che si è ripiegato a mò di tasca dove abita qualcuno che non riuscirete mai a sfrattare.. Lì abita uno spione, una figura simbolica davvero sadica alla quale piace dire la sua quando voi state godendo del miracolo del vostro sogno.” Lo spione non è altro che la voce della piena consapevolezzada parte vostra di quanto vi è accaduto, nuda e cruda, senza sconti anche se spesso ha un minimo di pietà e fa sentire la sua voce solo alla fine del sogno. Ecco come:
“…. finalmente.ho sognato Luigi, pensate, bello come il sole, grande,come quando l’ho visto l’ultima volta! Che meraviglia , che estasi, ci ho parlato anche se non ricordo cosa ci siamo detti, ma la sua voce sì mi ha riempito l’anima. Ad un certo punto mi accorgo che indossava dei jeans un pò consumati, non era da lui, me ne sono meravigliata ma non mi sono persa d’animo. Ho preso dalla mia borsa cento euro, ho fatto il gesto di dargliele dicendogli che servivano per un paio di jeans nuovi ma lui li ha rifiutati, si è girato ed è scomparso! Come ci sono rimasta male”Lo spione è uscito dalla sua tana e ha provveduto a ricordare a questa mamma che sì è stato tutto bello ma che lei non dimnticherà mai che suo figlio non c’è più, nemmeno quando dorme, memmeno quando è in piena estasi per averlo rivisto. Ecco perchè suo figlio non ha accettato i soldi,non poteva certo spenderli!!
“Stanotte dopo due anni finalmente ho rivisto Mauro. Che dire, sono emozionata, è entrato in cucina in tutta la sua bellezza, con quella camicia fuxia con il colletto un pò alto e di una tonalità un pò più scura, la conservo ancora nell’armadio. Io mi metto a gridare di gioia…sei tornato…ma dove sei stato e me lo sono abbracciato a lungo. Gli ho accarezzato i capelli, il viso, ho preso le sue mani tra le mie, siamo stati abbracciati a lungo finchè non vedo entrare una bella signora con un meraviglioso bouquet di fiori!Lo appoggia sul tavolo e se ne va. Io sono esterrefatta e chiedo” Ma Mauro, è troppo bello, non dovevi!” E lui scostandosi un pò da me risponde:” Mamma non sono per te, sono per il morto e scompare dalla porta da cui era entrato!”
Gli esempi possono essere tanti , li raccolgo a manciate, ma ciò su cui dobbiamo riflettere è quel tormento che non dà tregua, che si affianca ai genitori subito dopo la morte del figlio e che non li abbandonerà mai. Il sogno rappresenta un piccolo sollievo che li rifornisce di carburante per poter andare avanti e loro ne godono ma non fino in fondo perchè sono consapevoli che niente più tornerà come prima.
Con l’affetto di sempre Luciana Orsatti

2 Risposte to “La tana dello spione!”

  1. Tino scrive:

    Lo spione di cui parli per me è sempre presente non solo quando sogno, anzi è lui che mi ricorda ogni volta quello che è successo e tutte le volte che provo a vivere una normalità quotidiana è lui che mi riporta nella triste realtà, non ancora accettata. Grazie per i tuoi pensieri così preziosi che ci aiutano ad andare avanti cercando di fare tesoro delle esperienze vissute dagli altri genitori come noi. Saluti Tino Sebillo Papà di Alessandro.

  2. Caro Tino, grazie per le bellissime parole. Hai ragione quando dici che lo spione ti riporta alla triste realtà non ancora accettata. Ma questo tipo di verità non viene mai accetta, è troppo contro natura. Cerca invece di tenere a bada lo spione, intessendo un simbolico colloquio con lui quando si fa sentire con più prepotenza” Sì è vero, ho perso un figlio e sto male ma adesso sto facendo qualcosa che mi piace fare e mi dà sollievo, perciò tornatene nella tua tana”. Ti abbraccio forte e continua a seguirci, mandando anche una mail e raccontando di te e di Alessandro. Tvb

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