La solitudine ha un suo profumo!

Soli nelle strade affollate, soli nei condomini strapieni, soli nelle città stracolme, soli in quest’universo che d’improvviso diventa straniero. Ma che importa, non ci si fa caso, ognuno col suo piccolo progetto, ognuno con la convinzione che deve dare un significato alla sua vita! Frase vuota e fin troppo abusata. Noi siamo degli ignoranti, nel senso che ignoriamo ciò che in un vasto condominio, come può essere l’universo che abitiamo, ci si comporta e siamo contenti così perchè convinti di agire bene. Ma la solitudine non si vede, non è come un abito esposto in vetrina, la solitudine la si deve sentire dentro, nel profondo di noi stessi se abbiamo abbastanza spazio per ospitarla.La solitudine ha un suo profumo che ci dovrebbe obbligare a fermarci quando la incrociamo.Non è vero che non ce ne siamo accorti, che non l’abbiamo percepito, il profumo non può essere ignorato e quando l’abbiamo sentito è già entrato in tutte le nostre fibre. La risposta? Parole di circostanza e soprattutto la fuga!Chi si trova in difficoltà rimane solo,a combattere con i fantasmi, con i mulini a vento, con le istituzioni che attentamente seguono il protocollo: “Se non viene l’interessato in persona a chiedere aiuto noi non possiamo intervenire!” Ecco ancora una volta sola, quella mamma che disperatamente cercava aiuto per il figlio, cercava qualcuno che la cosigliasse, le desse qualche suggerimento su come comportarsi per poter aiutare il figlio ma si è scontrata con un anonimo protocollo. E gli altri? Dove erano?Anche i condomini di questo meraviglioso universo al minimo rumore chiudono a doppia mandata la porta nel timore di essere testimoni di qualcosa. E ancora una volta solo, sull’asfalto quel ragazzo con il suo peso esistenziale troppo gravoso da poter sostenere da solo. Con i suoi anni acerbi e pronti a maturare e sbocciare.Vicino alla sua bici, l’unico amico rimasto!E noi? Noi tutti colpevoli per esserci comportati come quel protocollo anonimo di cui tanto abbiamo sparlato.Anche noi abbiamo fatto il nostro dovere, che potevamo fare? Nessuno è venuto “di persona” a chiederci aiuto e allora?Allora chiediamoci dove abbiamo nascosto quel profumo che è entrato, che non abbiamo potuto ignorare ma che abbiamo accuratamente occultato perchè era scomodo, ci obbligava a fare qualcosa. E allora stiamo zitti, almeno!
Luciana Orsatti

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