Il doppio fondo del cuore

Quando si dice…..dal pro-fondo del cuore bisogna fare attenzione. Bisogna vedere bene se quel “fondo” vuol dire che piu giù non si può andare o se invece si può nel senso che a guardare bene quel cuore possiede un doppio fondo. Come quei comò antichi che i nostri bisnonni ci mostravano con orgoglio e aprendo il primo cassetto ci dicevano” vedi, tu credi che questo sia un cassetto normale ma se invece tocchi il fondo in un certo modo questo si sfila e scopre un doppio fondo”. Lì di solito si nascondevano le cose più preziose della famiglia, al riparo dai ladri. Forse.Ed è proprio lì che i genitori di un figlio suicida nascondono il proprio dolore “speciale”. Quello” normale”,si fa per dire, lo sfoderano nella vita di tutti i giorni, tra la gente che si incontra o addirittura nelle riunioni di gruppo per genitori che hanno perso un figlio. In fondo anche loro hanno perso un figlio, e l’arresto cardiaco è una causa credibile.Quel dolore che giace nel doppio fondo non può essere raccontato, è una matassa aggrovigliata e da qualsiasi parte si volesse cominciare a dipanarla resta sempre aggrovigliata. E’ il cuore che impedisce che si srotoli, quel cuore che si sente violentato quando si porta alla luce il suo doppio fondo. Ma la mamma lo fa ogni notte, perchè sa che le tenebre l’aiutano, il silenzio del mondo esterno le viene in soccorso e lei può dar voce finalmente al suo dolore. ” Perchè mi hai fatto questo?Io ti capisco, lo so che soffrivi troppo, la tua anima era a brandelli e nessuno sembrava accorgersene ma io sì. Ti ho portato dappertutto x farti aiutare, per farti convincere a prender quei farmaci che forse ti avrebbero tirato fuori da quel tunnel in cui ti eri infilato. Ma tu, amore mio, non è che non volevi prenderli, forse non potevi, c’era dentro di te una presenza, un ombra che era più forte di me e io lo sapevo che non ce l’avrei fatta. Ma ,tesoro mio, ti ricordi quando quella sera tornando dall’ospedale da una visita io avevo preso il coraggio a due mani e ti avevo chiesto, col groppo in gola” tesò, non è che tu hai qualche intenzione?” E tu pronto e rassicurante:” No mamma, tranquilla. Non lo farò. Mai e poi mai ti darei questo dolore!” Come mi ero sentita sollevata dopo queste parole. La mia vita era un inferno, ma che importa? Mi ci sarei voluta consumare in eterno in quell’inferno pur di averti con me. E poi tu le promesse le avevi sempre mantenute ma poi che ti è successo? Perchè non me ne sono accorta? Lo so, sei stato bravo a fingere, soffrivi troppo e non ce l’hai fatta più. Io tesò sono la tua mamma, lo sarò per sempre e vedi ti perdono se non hai potuto matenere la promessa, solo dimmi come faccio a vivere senza di te? Fammelo sapere, mandami un segnale. Ti prego!”

Luciana Orsatti della Stanza del Figlio

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