Festa del papà – 19 Marzo 2019

Chi sono? Dove sono? E che vuole Marzo da me? Ancora una richiesta, ogni mese ne contiene una e io sono confuso.Mi vesto con cura, ma lo faccio ogni giorno, perchè mai e poi mai il giorno mi dovrà sorprendere trasandato, io sono il capofamiglia e difendo il mio ruolo.Sono quello che deve lavorare, adesso più che mai perchè da quel maledetto giorno non si pensi che qualcosa in casa possa mancare e già, certo, dal momento che qualcuno è venuto a mancare e abbiamo conosciuto il vuoto e la miseria.Sono pronto per iniziare la giornata ma dove sono gli altri? Possibile che sono solo? E la mia compagna?E i figli cosiddetti sopravvissuti? In realtà ci sono tutti, ma sono come fantasmi, tutto è diventato trasparente.Mi siedo, rifletto:come mi sento? Un angelo cacciato in malo modo dal paradiso e scaraventato all’inferno.Ah come si viveva bene in quel paradiso, chi se lo può dimenticare, oggi me ne rendo conto, oggi che non ci abito più. Mi dispero, in silenzio, perchè sono convinto che non ci potrò più tornare. Mentre la mia compagna conta di nascosto i giorni che la separano da quel viaggio che la riporterebbe in paradiso io conto diversamente: conto i capelli bianchi che ogni giorno spuntano a mia insaputa, sono tanti e tanti sono i giorni, le ore e i minuti trascorsi senza di lui.Da lontano, da molto lontano mi arrivano gli echi festosi dei miei figli innocenti,che si porteranno per sempre la loro ferita nel cuore anche se oggi non sanno riconoscerla.Io mi sento colpevole per non averli messi al riparo da tanto dolore, ho cercato di farlo, ho impegnato tutte le mie forze ma la diga che ero riuscito a costruire per impedire al fiume di angoscia di debordare non ha retto, non poteva contro un tale impeto e tutti siamo stati travolti. Auguri papa’, le loro voci mi arrivano ovattate facendosi strada tra mille ostacoli invisibili, ma oddio, come si fa? Ne manca una, non ce la posso mettere io facendo finta che siano tutte,vengo preso da una violenta vertigine, forse qualcuno se ne accorge, chiama aiuto, sento dire “il cuore…il cuore” ma io, il capofamiglia, subito mi ricompongo. Il cuore? Sì, sì quello ogni tanto si diverte a farmi gli scherzi, gli piace giocare, è un pazzerellone. Preparatevi oggi si va al ristorante!

Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione di volontariato "La Stanza del Figlio" - Via Milano 75, 65122 PESCARA - Tel. 3474715301 - Fax 085/2407038 - C.F.: 91076200681 - Email: la_stanza_del_figlio@yahoo.com - Privacy