“Ergastolo con isolamento diurno!”

La condanna è dura, troppo dura e non ci sono gradi di appello. Chi perde un figlio sa che non si può appellare, nessuno mai annullerà ciò che è accaduto e sa anche che il figlio non tornerà più.Ma prima che riescano a comprendere la vera portata della condanna questi genitori davvero speciali dovranno attraversare oceani e scalare montagne, cammineranno sui tizzoni ardenti, entreranno perfino nelle favole per vedere se tante volte ciò che è loro capitato sia una storia che poi alla fine si conclude bene, con tutti felici e contenti. Invece man mano si rendono conto che non saranno più nè felici nè contenti e soprattutto che da quel terribile attimo in poi sono diventati di colpo vecchi. Tutto è invecchiato dentro e fuori di loro: gli organi interni, quelli che da fuori non si vedono,dopo la tempesta emotiva che li ha fatti vagare dentro il corpo alla ricerca disperata ed inutile di trovare una via di uscita, quando stanchi e delusi hanno dovuto riprendere il loro posto funzionano a metà, così di colpo.Anche l’aspetto esteriore subisce un deterioramento improvviso. I capelli diventano bianchi, poche ciocche alla volta per non dare nell’occhio,le rughe dove di notte scorrono a fiumi le lacrime si trasformano in profondi solchi, vere e proprie voragini, le articolazioni si irrigidiscono e sembrano gridare no alla vita, meglio essere manichini. E poi gli occhi, quegli occhi che da sempre avevano fatto da specchio a quelli dei loro figli intessendo storie e racconti, domande e risposte senza pronunciare parola ora sono privi di filtri, se ti avvicini ti accorgi che sono porte spalancate che ti fanno precipitare dritto nell’inferno che arde dentro di loro.”Fine pena mai ” è la loro condanna ma la pena qui non vuol dire ciò che di solito si intende in un’aula di tribunale, qui pena sta per dolore, ergastolo del dolore cioè.In questi casi la terapia del dolore non fa effetto, perchè il dolore ha fatto residenza nell’anima e non si sposterà più nemmeno per un attimo.Non c’è ora d’aria che tenga, questi genitori sono sempre a corto di ossigeno.” Fine pena mai” loro se lo ripetono ogni mattina quando anche se non hanno dormito sono costretti ad aprire gli occhi sul mondo che li circonda…già il modo che li circonda.Ora capiscono….quell’isolamento diurno che sembrava un frase aggiunta tanto per essere ancora più sadici, quasi ad accanirsi su chi è già in parte morto dentro. E invece c’è anche l’isolamento diurno con cui devono fare i conti questi genitori speciali. Non ci avrebbero mai pensato se non l’avessero sperimentato di persona, ogni giorno.Quel telefono che non suona mai, quegli inviti fatti a metà e di fretta, così tanto per far vedere, quei saluti proprio quando non si fa in tempo a cambiare strada, quel tavolino azzurro del bar amico dove attendono ancora i resti di un gelato che non hanno assaporato perchè da soli non hanno avuto il coraggio di andare. E poi e poi, tanti altri poi, tanti altri silenzi. Questi genitori speciali ora si rendono anche conto di essere stati lasciati soli e mai lo avrebbero immaginato.Il loro dolore fa stupidamente paura a chi è stato più fortunato come se la perdita di un figlio fosse un male contagioso.” Non saprei cosa dire, mi ci sento male solo a pensarci, io al posto loro…. e poi, tanto passerà, come tutte le cose anche questa passerà allora potremo ritornare ad essere amici, ad occupare quel tavolo azzurro del bar amico che sta ancora spettando, fare due chiacchiere al telefono….”Stupidi noi,che non ci rendiamo nemmeno conto di quanto potremmo imparare da loro, dallo loro esperienza, dalla loro dignità!
Grazie “genitori speciali!” Luciana Orsatti della “Stanza del figlio

4 Risposte to ““Ergastolo con isolamento diurno!””

  1. ambra scrive:

    Cara Luciana,
    ogni volta che leggo ciò che scrivi tu, oltre a piangere per quanto a fondo riesci a toccare il mio cuore, sento esprimere a parole i miei sentimenti, e come i miei, quelli di tutti i genitori che hanno avuto questa condanna all’ergastolo,,,
    che dono hai tu, carissima! esprimere così a fondo il dolore senza fine della morte di un figlio!

    ho visto su face book i tuoi occhi ed il tuo sorriso ed ho capito da tutte le tue immagini quanta dolcezza, pazienza, comprensione e conforto che esprimi dal tuo cuore .
    e’ bello, quando la sera a quest’ora, prima di andarmene a casa, apro il tuo sito e trovo le tue parole, così mi sento meno sola mentre torno a casa, mi ripeto dentro , le tue parole e immagino la stanza dove vi riunite a cercare coraggio l’un l’altro per poter andare avanti.
    Sei una grande donna e che Dio ti benedica e ti dia una lunghissima vita di gioia e soddisfazioni per ricambiarti di tutto il bene che ci fai, anche a distanza, solo leggendo le tue parole…
    un grandissimo abbraccio

    ambra

  2. Cara Ambra,dolcissima mamma speciale, ma cosa dici? Sono io che vi porto sempre nel mio cuore voi che mi date la forza e il coraggio di aiutarvi. Lo so che non ci riesco sempre ma dopo le tue parole mi sento rincuorata e felice perché mi dico no, non ho sbagliato, non ho offeso magari con una parola fuori posto. Sai io scrivo di getto, senza quasi rendermene conto, traduco ciò che sento, ciò che mi avete trasmesso con i vostri racconti o anche con i vostri silenzi. Spero di poterti essere ancora di aiuto nel frattempo ti voglio un mondo di bene!Luciana

  3. Piera scrive:

    La sofferenza è troppo grande mi uccide. Niente conforta niente consola. Un figlio che ha vissuto in un incubo parte della sua vita, se non tutta, e io non mi sono resa conto! Sono una madre scellerata che non ha capito nei segnali che il proprio figlio mandava,l”ossessione che viveva nell’essere perseguitato dalle voci, che sentiva in continuazione, e che per lui erano persone in carne ed ossa. Il mio caro Fabrizio, dolce angelo della mia vita,è sempre stato di poche parole, introverso e taciturno, non si confidava con nessuno, ma sempre pronto ad aiutare in caso di necessità, generoso ed altruista non solo con la famiglia ma con parenti, amici ,colleghi …. Non ce l’ha fatta ….ha forse capito che quello che pensava di vedere e che sentiva non era reale …

  4. Cara Piera, non ridurre ulteriormente a brandelli la tua anima più di quanto non lo sia già. Fabrizio soffriva molto di un male subdolo, insidioso e sotterraneo che abilmente riusciva a nascondersi allo sguardo altrui.Tu sei stata sempre il suo perno, la parete a cui appoggiarsi e non ti incolpare di non esserti accorta di nulla, se mai erano altri, gli addetti ai lavori che se ne dovevano accorgere. Lascialo in pace e continua a parlare di lui e ad amarlo come hai sempre fatto. Io ci sono sempre, se vuoi puoi anche telefonarmi al 3474715301.Ti abbraccio forte.

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