E’ un pensiero nero!

La morte di un figlio? E’ un pensiero nero.Come si fa a spiegare che cos’è un pensiero nero? E’ difficile, eppure esiste, esiste da quel giorno, non si assenta un attimo,ci segue passo passo, ci accompagna dovunque.Noi lo conosciamo bene, ma siamo condannati a non poterlo spiegare, è una cosa tutta nostra, magari a volte pensiamo che condividendolo con altri che non ce l’hanno, ne potremmo uscire alleggeriti ma niente, ci torna indietro, “gli altri”, quelli che non ci devono fare i conti, non lo vogliono e quando non fuggono per educazione aspettano un attimo che usciamo dal loro campo visivo per ributtarcelo indietro. E allora siamo sempre noi e lui a guardarci in faccia, qualsiasi cosa stiamo facendo, anche se stiamo vivendo una sensazione di benessere, vedendo un film, accarezzando il visino di un bimbo che gli somiglia tanto magari perchè è suo figlio, lui è sempre con noi.Quel cumulo di luci, di schiamazzi, di suoni, di pacchi regalo, di sorprese  dentro i quali le recenti feste ci hanno imposto di tuffarci,ci hanno fatto credere per un attimo di averlo seppellito, di essere riusciti a polverizzarlo, e invece no. Noi abbiamo fatto finta di crederci e ci siamo presentati con vesti nuove, nuove acconciature, nuove ricette, ma il cuore è rimasto sempre “vecchio” perchè annerito da quel pensiero, come quando un oggetto prezioso che abbiamo dato per scontato che rimanesse prezioso per sempre ci si presenta scolorito, danneggiato, pieno di buchi., un oggetto senza più valore, da buttar via. Ma noi quel cuore, sia pure annerito non possiamo buttarlo via, perchè sotto quel pensiero nero che lo avvolge e lo stringe quasi a impedirgli di battere c’è lui, il pensiero di lui, il ricordo di lui, anche se a pezzi, anche se a volte riusciamo ad acchiapparne un minuscolo frammento.Ci basta, ci serve, ne abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo, noi gente che vive di “quel che resta”, di briciole,di pezzetti di memoria che abbiamo imparato ad estrarre da quel pensiero nero che a volte si indurisce, diventa cattivo e non ci restituisce nemmeno qualche briciola. Ma voi,  che siete gli “altri” che ne sapete?
Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio” 

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