E noi che figli siamo?

Noi siamo i figli, quelli non amati …per troppo amore! Siamo tanti,di tutte le età, uno stuolo, un popolo a cui nessuno fa caso perchè in fondo “fortunati” perchè amati, coccolati, curati, anticipati perfino nei desideri che non riusciamo nemmeno a formulare che già sono realizzati.Ma noi non siamo felici.Non possiamo perchè nella nostra famiglia si aggira un’ombra, leggera, quasi invisibile che si frappone tra noi e i nostri genitori. Quando ci guardano, i loro occhi devono prima attraversare quell’ombra,come se passassero attraverso un filtro e poi si possono posare su di noi, e a volte capita che il loro sguardo si perde, non ci raggiunge ma ci trafigge e oltrepassa, diretto chissà dove, in cerca chissà di chi,ma perchè? Chi più di noi può sapere cosa sia successo nella nostra famiglia quando un figlio è scomparso, per sempre.E’ mio fratello, o mia sorella,hanno portato via una parte di noi, l’hanno portato con loro, lasciandoci da soli, a funzionare a metà, a piangere in silenzio e a cercare di continuare la nostra vita senza dar fastidio a loro che pensano di essere i soli a soffrire, i soli a funzionare a metà, i soli a far finta che tutto sia tornato nella normalità.Ma quando ci accarezzate cosa credete che non non ce ne accorgiamo che le vostre mani non cercano solo la nostra pelle ma qualcosa in più, qualcosa che apparteneva solo a lui, e che disperatamente vi ostinate a far rivivere in noi? No, così non va bene, ci fate del male, ci fate soffrire perchè non ci permettete di essere noi stessi, di crescere diversi dall’altro.E poi…quel rito del cimitero! Lo sappiamo che vi farebbe piacere che anche noi venissimo con voi, tutti insieme ma non possiamo, noi viviamo il nostro dolore a modo nostro e quello sguardo dolcemente indagatore quando la domenica facciamo un pò tardi a pranzo che fa male al cuore?! Leggiamo la vostra domanda scritta a caratteri cubitali sulla vosra anima” E’ vero che sei andato da lui? Non fa niente che non vieni con noi l’importante è che ci vai!” Così ci fate sentire in colpa, mentre noi siamo distrutti e voi non lo sapete o forse lo sapete poco. Poi il tempo passa, noi ci auguriamo che la tempesta si plachi, che i comportamenti si “ripuliscano” ma macchè….scegliamo un corso di studi, un lavoro, delle nuove amicizie? C’è sempre quella frase che come una siringa ci inietta un tarlo che ci tormenta.” Forse tuo fratello avrebbe fatto diversamente… a lui piaceva tanto… ci teneva a scegliere bene i suoi amici…” e noi lì impietriti a confrontarci con un’ombra. Il tempo dell’amore? Finalmente arriva, finalmente crediamo che il brutto è passato e siamo felici di guardarci negli occhi senza dover far i conti con le ombre, il nostro animo si alleggerisce, siamo spiazzati, non è mica arrivata la felicità’?Ma possibile che non riusciate a godere del nostro benessere? C’è un’ombra anche in questa occasione, una frase non detta, una richiesta muta ma pressante che ci angustia e ci rattrista.” L’hai fatta conoscere a tuo fratello? Glielo hai presentata?”Noi siamo indignati e vorremmo rispondere” ma voi dove andavate “a nascondervi” quando credevate di aver incontrato l’amore della vostra vita? E’ possibile che non vi torna in mente?”Eppure prima o poi lo facciamo ma questo ci fa arrabbiare e di fronte a quella lapide, mano nella mano con il nostro amore, ci viene solo da piangere!Non è così che vorremmo parlare con lui, noi già glielo abbiamo raccontato, lo abbiamo informato, gli abbiamo fatto sentire il nostro cuore che batte all’impazzata per amore, come si fa con un amico speciale, ma a modo nostro! Non fateci queste violenze, non le meritiamo, anche se sappiamo che lo fate “per amore, per troppo amore”! E’ proprio in nome di quel “troppo amore” smettete di trascinaci da lui per farci giurare,al suo cospetto,dove cioè non si può mentire, come se ci trovassimo in un aula di tribunale e non davanti ad una muta lapide che non è vero che abbiamo fumato gli spinelli o che frequentiamo quell’amico che non è affatto raccomandabile e che ci porterebbe sulla cattiva strada o per tante altre cose che non approvate!Finite così per trasformare il nostro amato fratello in un giudice delle nostre azioni e non in un compagno il cui ricordo deve restare per noi un porto sicuro!Noi abbiamo bisogno di essere semplicemete amati, non super amati, di poter sbagliare e di trovarci in difficoltà come tutti gli umani ma abbiamo soprattutto bisogno del vostro sguardo limpido, benevolo, senza ombre. Almeno qualche volta nella giornata!
Testimonianze raccolte nella”Stanza del Figlio” da Luciana Orsatti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione di volontariato "La Stanza del Figlio" - Via Milano 75, 65122 PESCARA - Tel. 3474715301 - Fax 085/2407038 - C.F.: 91076200681 - Email: la_stanza_del_figlio@yahoo.com - Privacy