Cronaca di una felicità sconosciuta!

No, no, no, zitto non parlare, non dire una parola, oggi tocca a me. Non è la mia festa? Appunto! Quante cose ti devo raccontare, non so da dove cominciare.Se mi sei mancato? Non ci voglio nemmeno pensare, perchè oggi sono di nuovo con te, a casa tua. Mi hai accolto, mi hai fatto entrare, non ti sei offeso che per un periodo non mi hai vista, e non hai nemmeno lontanamente immaginato che mi fossi dimenticata di te. Amore, come sono felice, stringiamoci di più, dammi le tue mani, lascia che le riscaldi un pò, ti ricordi? quel giorno me lo hanno impedito. Ma oggi si può perchè siamo io e te da soli.Quante cose sono successe, ma so che tu già le conosci,  io voglio però dirtele lo stesso. Il nonno ci ha lasciato, ti voleva un gran bene, tutti dicono che sia morto da solo ma io sono certa che tu gli hai accarezzato la fronte, lo hai coccolato prima che il vento lo rapisse.E tuo cugino,il compagno di tante marachelle? Si è sposato, non hanno potuto fare la festa, ma quanto ho pianto perchè pensavo a te, che saresti potuto essere al suo posto!Poi però  mi sono messa a contare i giorni che ci separavano dal nostro appuntamento e mi è passato tutto.Quel cancello chiuso mi angosciava e ti ricordi quante volte ho sognato che venisse un terremoto e lo scardinasse?Sognavo il maremoto, lo tsunami, l’apocalisse solo per abbattere una barriera, una lastra di metallo verde e con dei disegni che non ho mai capito che mi separava da te. Ma vedi oggi è tutto passato e io sono con te, quanto sono felice, oggi sì che posso dire che è la mia festa. Oggi ti posso tenere ancora tra le mie braccia e cullarti,cantarti una canzone, e vedi queste sterpaglie che ti sono cresciute intorno? Oggi ti dico: che ce ne importa? Abbiamo altro da fare noi!Abbiamo avuto tanta fame, io di te tu di me e oggi ci dobbiamo rifocillare.Com’è dolce questo nutrimento, è come se fosse il nettare degli dei e solo tu potevi dargli questo sapore. Grazie amore mio e sai che ti dico? Un ‘ultima cosa prima di darci un altro appuntamento. Oggi mi vedrai andare via a testa alta, passo sicuro e sguardo pulito. Non vedrai quell’ombra traballante e stanca che si appoggiava ad ogni cipresso, contandoli prima di riprendere la strada.Oggi no. Oggi ho conosciuto la felicità, quella vera, quella nascosta, quella che si consuma nei cuori e non all’aperto, quella profonda, quella che solo pochi conoscono e io sono tra quelli.
La tua mamma
Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

3 Risposte to “Cronaca di una felicità sconosciuta!”

  1. ambra scrive:

    Cara Luciana,
    ogni volta che leggo ciò che tu scrivi,
    piango tantissimo, perchè, come già ti ho detto altre volte, tu sai tramutare in parole tutto ciò che ho io , e credo abbiano anche molte altre mamme, nel cuore.
    E’ stato un lungo periodo buio, un limbo interminabile, una sensazione di vuoto ancora più intenso di sempre…..
    non poter andare al cimitero ogni volta che ne sentivo il desiderio, anche perchè fuori dal comune dove risiedo, sapere che quel cancello era inesorabilmente chiuso e che anche solo affacciandomi sulla sua soglia, non avrei potuto vedere la sua tomba. perchè, quando è aperto, appena si entra , io affretto il passo e la vedo, anche se mancano molti metri prima di raggiungerla,
    sapevo che ormai la fioriera di piantine vere, sarebbe stata tutta secca, che il fascio di fiori finti, sarebbe stato tutto strapazzato e sbiadito
    , ora , finalmente, fra due giorni, potrò ritornarci e come al solito, la saluterò guardando la sua foto ridente e le chiederò scusa di non aver potuto fare nulla , ma le porterò le rose e le calli del mio giardino, nuove piantine , un nuovo lumino, luciderò quel marmo così freddo, così gelido. Le parlero’ nel silenzio del mio cuore e so
    che lei mi sentirà sicuramente, e mi abbraccerà con lo stesso ardore con cui, in silenzio io l’abbraccerò, e vedrà le mie lacrime tremolanti negli occhi ed ascolterà le mie preghiere, e quando me ne andrò, lasciando il mio cuore disperato, vicino a lei, sotto a quel gelido marmo, lei mi accarezzerà e dolcemente mi spingerà a farmi tornare a casa, e vedrà il mio capo girarsi mille volte verso di lei prima di oltrepassare quel cancello…
    e non me ne andrò a testa alta e dritta come scrivi tu, ma sarò sempre più accasciata e tremante, anche se sarò felice di essere tornata alla sua Casa, e mi appoggerò più forte al muro per trovare il coraggio e la forza di oltrepassare quella soglia, quando invece avrei voluto sedermi nell’angolino di quel marmo, così, e lasciarmi morire, fino a raggiungerla.
    sono passati otto anni e mezzo ed il vuoto nella mia anima è sempre più immenso e la sua mancanza mi pesa sempre di più, soprattutto quando smetto di lavorare e per qualche ora la mia mente non è occupata da tanti altri pensieri, è proprio in quei
    momenti che la disperazione mi travolge , anche se apparentemente sembro la stessa di sempre, e parlo e faccio mille cose, ma è come se mi sdoppiassi e la mamma di Paola, e’ sempre con gli occhi fissi su quella tomba, invece l’altra me, è una persona normale che continua a vivere…
    E’ tanto difficile vivere così, carissima Luciana, e infatti sono stata molto tempo senza scrivere nulla a commento delle tante bellissime lettere che tu scrivi , ho sempre tante cose da dire, ma sarebbero ripetizioni di questo continuo lamento di dolore e poi, spesso non riesco più ad esternare ciò che ho nel cuore, ormai indurito come quel marmo.

    ti abbraccio cara Luciana. e ti ringrazio per il bene che mi dai, quando leggo le tue lettere e le tue risposte alle lettere altrui, per consolare questi dolori infiniti.

    un grande abbraccio.

    ambra

  2. Cara Ambra, mia amica da sempre anche se sconosciuta. Vedi, se due cuori sono in contatto lo sono per sempre al di là delle cose che si scrivono per ribadirne l’esistenza.Sei nella mia mente, insieme al tuo dolore, sento lo strazio che ti assale quando passi in una certa strada e sento la voglia che ti prende di leggere qualcosa che traduca la tua angoscia quando la disperazione ha il sopravvento e non c’è modo di farla sloggiare. Sei una mamma che onora sua figlia ogni istante della tua vita, con il tuo atteggiamento pacato e con quella forza che usi per domare un cuore che troppe volte minaccia di voler chiudere tutto e andarsene. Lo so, a volte ti senti troppo stanca e vorresti mollare ma non lo farai,un bel respiro, un abbraccio a tua figlia, e la fantasia che state percorrendo insieme quella strada così accidentata. Lei è vicino a te e ti fa da guardiana.Parlaci sempre, non camminate in silenzio, raccontale tante cose , credimi è la miglior compagnia che tu possa avere in questo momento. Grazie sempre della stima che nutri nei miei confronti ma soprattutto ringraziamo l’universo che ci ha fatto incontrare! Ti voglio bene!

  3. ambra scrive:

    Grazie Luciana,
    le tue parole sono un balsamo per le mie ferite e piango dalla commozione ogni volta che ti leggo.
    grazie davvero di esserci incontrate, sia pure virtualmente e di continuare a sostenermi.
    anch’io ti voglio bene !
    un grande abbraccio

    ambra

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