Chiamiamola…..emozione!

L’alba ha cercato di fare del suo meglio per non far rumore ma niente da fare. Loro si accorgono che il cielo si sta aprendo annunciando che un nuovo giorno sta arrivando. Ma per loro niente è più nuovo da quel mese, da quel giorno, da quell’ora, da quei secondi. Allora bisogna sbrigarsi, si devono fare tante cose prima di potersi presentare al mondo e non creare disturbo. Bisogna innanzitutto chinarsi e raccogliere dal tappetino scendiletto quei tanti pezzetti di cuore che quella volta andò un frantumi e che ogni giorno ha bisogno di essere riassemblato, per poi essere di nuovo smontato in tanti pezzi prima di mettersi a letto. Perchè a letto la sera è meglio andare senza cuore, poi sennò si mette a battere, accelera al minimo rumore, sobbalza. Poi con la sua voglia di poterlo rivedere si potrebbe mettere a chiamare il sogno come sa fare lui senza che se ne fa accorgere ma facendo quel rumore assordante e nello stesso tempo muto che potrebbe spaventarlo e fuggire. No, quando ci si mette a letto il cuore lasciamolo lì, tutto deve essere silenzio, tutto deve essere perfetto.E intanto l’alba si fa strada velocemente, bisogna nascondere in fretta sotto il cuscino la delusione di una notte senza sogni e occultarla bene, nessuno deve sapere. Loro due solo sanno, ma ognuno a modo suo.Ora, rimontato il cuore e riallineate le ossa si mettono in piedi ma….hanno bisogno ancora di qualcosa prima di fare il loro ingresso nel giorno pieno. C’è un luogo da visitare, ma il più delle volte, se la coppia è stata aiutata ad elaborare il lutto, non è neanche più un luogo fisico. Molti lo chiamano armadio, ma se è stato rimosso lascia sempre lo spazio occupato, diventa uno stato d’animo, una emozione. Ed è dentro questa emozione che loro si tuffano, inconsapevoli l’uno dell’altro, ognuno per conto suo,ognuno con le sue esigenze e le sue domande.I polmoni si contraggono, si mettono in apnea, in attesa di ricevere quell’uragano, quel vento mozzafiato che li riempie fino all’orlo di quel profumo di lui che non svanirà mai.E poi quella fila di abiti che rimangono presenti nella loro mente per sempre, anche senza grucce, anche senza armadio. Le dita scorrono dolcemente su di loro, sfiorandoli appena e i ricordi affollano la loro mente e quante carezze a quelle stoffe, a quei colori e perfino a quel filo che ne ha messo insieme i pezzi. Tutto è prezioso, quella cintura per quell’abito da sposo, così difficile da trovare perchè lo sposo doveva essere elegante. E mo? Sta lì, testimone muto di una festa mancata a pochi giorni dalla data. Lo accarezzano, loro, ogni mattina ma l’uno è inconsapevole della presenza dell’altro, sono diventati fantasmi. E quella mini troppo criticata e sofferta? Quanta gioia ti ha dato, hai lasciato una scia di felicità quando sei uscita da casa! Rovistano loro, e rovistano ancora, ognuno per proprio conto, ognuno senza che l’altro lo sappia. Ma il giro è finito, tutto è stato passato in rassegna, tutto è stato goduto e riposto nel cuore perchè possa continuare a funzionare ancora quel giorno…poi si vedrà.Ma loro non escono da quella emozione vertiginosa, non ancora, non possono, devono cercare un’ultima cosa, la più preziosa per immergersi poi nel giorno che è diventato impaziente di aspettarli: loro non usciranno da quel vortice finquando non hanno trovato il sorriso, l’abito più difficile da indossare! 
Con affetto Luciana Orsatti della “stanza del figlio”

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