Alla vigilia di Pasqua

E allora sì, il patto era da rispettare perciò mi sono preparata di tutto punto come se andassi ad un appuntamento importante. In effetti era proprio questo che volevo:la porta d’ingresso si è spalancata appena mi sono avvicinata, come se mi stesse aspettando, poi…come in una piacevole vertigine mi è sembrato di poter salire su una scala dai mille gradini, mi trovavo in una dimensione che stentavo a riconoscere eppure per anni era stata la mia dimensione abituale: sono stata catturata e trascinata via da una folla enorme, dai tanti linguaggi e dai mille colori. E poi quegli scaffali stracolmi di uova dalle carte luccicanti e cangianti che mi facevano l’occhiolino per invitarmi a scegliere. Ho camminato come un’automa tra pile di colombe pronte a spiccare il volo. Così le ho immaginate, non prigioniere dentro una scatola di cartone ma libere di poter riagguantare la loro libertà. Ho fatto la mia spesa, ho riempito la macchina: il portabagagli e i sedili posteriori compresi…di niente, ma mi sembrava così carica che quasi stentava a ripartire. O ero io che non volevo tornare a casa? No avevo bisogno di fare quella spesa, di riprovare in solitudine, senza dover mostrare niente agli altri quelle sensazioni che una volta mi facevano felice, ho voluto sognare di scegliere l’uovo che più gli sarebbe piaciuto e mai quello con la carta verde che è l’ultimo che gli ho visto rotolare sul letto perchè non aveva la forza di aprirlo. No, questa volta no, ho voluto scegliere la colomba dall’involucro più azzurro, che assomigliava tanto al colore del cielo e ne ho aperto un lembo sognando di vederla prendere il volo, perchè mai e poi mai avrei sopportato ancora di immaginarla prigioniera e senza scampo tra quattro pareti. Mi ricordava qualcosa e io non volevo avere pensieri di sorta. Quella spesa al supermercato doveva essere una specie di vacanza, un ritorno al passato dove tutto era più facile, dove la colomba non volava ma si gustava a tavola e i colori delle carte delle uova potevano essere anche verdi.Domani è Pasqua, farò la mia parte come sempre, onorerò il giorno e le sue tradizioni, non mancheranno le uova per tutti e non mancherà nemmeno il mio sorriso.Sì perchè ogniqualvolta sentirò di rischiare di non poter essere all’altezza attingerò alla mia spesa, quella che ho fatto oggi per me, solo per me.Questo è il mio segreto ma non solo il mio, è il patto che abbiamo stretto io e lui la notte scorsa, quando con le lacrime agli occhi lo imploravo di darmi la forza di affrontare anche questa Pasqua senza di lui!Gli ho promesso che l’avrei fatto,che avrei riempito la mia anima di tante energie,quelle appunto recuperate con un bel tuffo nel passato, tra quegli scaffali e quei mille profumi e colori, per poterle spendere oggi nel modo giusto. L’ho fatto, ho mantenuto la promessa  perchè non potevo ingannarlo anch’ io, la sua mamma, dopo il tremendo tradimento ricevuto dalla vita.Mi è sembrato di intravedere il suo sorriso e ho immaginato di sentire la sua mano scompigliarmi i capelli,come faceva quando non trovava le parole per dirmi quanto mi volesse bene.Domani vivrò la mia Pasqua in modo diverso, con l’animo quieto e una luce speciale negli occhi che renderà il mio sguardo morbido e dolce, quando si poserà su quella tavola imbandita e soprattutto quando incrocerà lo sguardo dei miei figli.L’ho promesso e le promesse si mantengono!
Buona Pasqua a tutti voi! Luciana Orsatti

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