7 gennaio 2019

Avete sentito che rumore stanotte? Abbiamo pensato che fossero crollate le case o deragliati tanti treni contemporaneamente, invece no erano le nostre gabbie che si aprivano, rompendo le staccionate che avevamo costruito belle e forti, soprattutto resistenti per rinchiudere i nostri cuori durante il periodo natalizio.Noi dunque, genitori col cuore in gabbia e con il fiato sospeso, abbiamo attraversato i giorni in una lunga apnea guardando ogni istante quella zattera targata 7 gennaio che ci attendeva più in là per raccoglierci.Ebbene, finalmente siamo arrivati e con nostra grande sorpresa ci siamo accorti che nonostante l’apnea siamo stati dei bravi genitori, anzi bravissimi. Abbiamo preparato l’albero, il presepe, li abbiamo letteralmente quasi ricoperti di regalini per tutti, pacchettini misteriosi e colorati come facevamo una volta, prima che quella rovinosa valanga si abbattesse su di noi dividendoci letteralmente a metà.Abbiamo spruzzato come si fa con una bomboletta di lacca tutta la casa con i profumi di cucina, come se tutti quei cibi che bollivano sui fornelli non ne emanassero abbastanza, ma ne volevamo essere sicuri, visto che attraversavamo ore e giorni in apnea. L’abbiamo presa letteralmente d’assalto quella zattera che stava lì pronta a issarci a bordo per riportarci lì dove si può respirare liberamente e dove non ci sono tracce di gabbie per cuori.Abbiamo ripreso la nostra vita, agli occhi degli altri apparentemente normale ma dentro, giù in fondo dove gli estranei non arrivano a guardare estremamente povera, fredda, desolata.Manca una parte di noi, non c’è verso che ricompaia, al suo posto un buco nero e un silenzio spaventoso.Ma la zattera è scomparsa restituendoci alla vita di tutti i giorni e noi,genitori coraggiosi, abbiamo ricominciato a vivere mettendocela tutta. Certo, quando al supermercato l’amica ci chede” Come avete passato le feste? Tutto bene? Oddio io non ne potevo più, non vedevo l’ora che passassero, mio figlio ogni sera riempiva la casa di amici per giocare a carte,fino all’alba, bevevano, ridevano ma che rottura, io e mio marito non potevamo dormire!” Oppure” Tutto bene? ( la risposta non si aspetta, non c’è tempo)Pensa durante queste feste mia figlia ci ha fatto conoscere il fidanzato, l’abbiamo avuto quasi sempre ospite. Ho sentito che parlavano di un matrimonio imminente!Che gioia!”In un attimo, mentre il sorriso di circostanza restava incollato sulle labbra, il pensiero di quel lungo tavolo fatto costruire apposta per ricevere gli amici di mio figlio quando fosse cresciuto un altro pò e fare feste, tante feste, si è abbattuto su di me come volesse scaraventarmi a terra, ma ho retto, sono rimasta in piedi. Non ho potuto invece trattenere qualche lacrima,ma ho cercato di occultarla alla meglio quando mi è riapparsa l’immagine di mia figlia vestita da sposa, era bellissima ma….aveva solo sedici anni, era troppo giovane per quel vestito,ma sapevo che quella era l’unica occasione per lei e non ho esitato a farglielo indossare. Ho sognato io al posto suo, quel giorno, e tutti quei sogni glieli ho depositati a fianco, adagiati con cura,a tenerle compagnia.Così anche la prova supermercato l’abbiamo superato, come ne supereremo tante altre, perchè abbiamo imparato a vivere a metà senza che nessuno se ne accorga!

Luciana Orsatti della “Stanza del Figlio”

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