19 Marzo 2020

Carissimi papà, si dice che oggi sia la nostra festa. Eh già, come dimenticare questo giorno fantastico dedicato a noi. Ogni anno ci alziamo con le migliori intenzioni e ci prepariamo a fingere di essere contenti: della festa, dei regali, della torta, dei sorrisi che ci distruggono l’anima, quelli dei nostri figli.Perchè noi siamo forti, ci continuiamo a ripetere, e ce la faremo anche questa volta.Ma quest’anno è diverso, qualcosa è successo, qualcosa che ha cambiato e stravolto tutto, qualcosa che ha rovesciato la nostra vita.Stamattina, quando ciò che è rimasto della mia famiglia ancora dormiva mi sono alzato e mi sono affacciato ad una finestra.Davanti a me un paesaggio spettrale.Su quel corso dove di solito si sentiva in continuaziore il rombo dei motori non passava una macchina. Le finestre ancora chiuse, un silenzio surreale, la gente? Non so, nascosta forse,rincantucciata chissà dove…. E sapete una cosa? Io per la prima volta mi sono sentito compreso, e mi sono chiesto se stessi sognando tanto mi sembrava impossibile. Perchè, non so se anche voi avete provato la stessa sensazione ma non sapevo se quello era un pezzo di paesaggio che si offriva alla mia vista, uno scorcio della mia città o era il ritratto della mia anima. Ecco finalmente l’avevo capito: avevo davanti la mia anima come realmente è da quel giorno e come tante volte ho tentato di spiegare a chi me lo chiedeva senza però riuscirci.Ecco, cari papà che come me oggi avete visto chiaramente cosa ha preso il posto della vostra anima, oggi ci possiamo camminare in lungo e in largo, in questo immenso deserto e pur nel dolore ci sentiamo compresi. Sì, mi sento felice come quando da bambino chiedevo a mio padre se mi volesse bene. Tanto mi rispondeva lui e io ma tanto quanto? E lui tanto tanto ma io non capivo allora lui mi diceva: come una casa. Ecco il bambino ha bisogno non di parole astratte ma di avere un riferimento concreto.Oggi finalmente ho potuto vedere la mia anima, il suo squallore, la sua solitudine, il suo silenzio assordante,la sua immobilità e, credetemi, mi ha fatto tanto bene. Fatelo anche voi, guardate fuori e immaginate di vedere cosa c’è dentro di voi.Poi sarà tutto più facile, la giornata più leggera e i sorrisi degli altri figli preziosi, impagabili e diciamocelo pure, davvero meritati. Noi, i veri eroi, di una storia dolorosa ma gestita con immenso amore, quello per intenderci grande come una casa.
Luciana Orsatti della ” Stanza del Figlio”

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